Bruxelles affonda un nuovo colpo nella battaglia delle sanzioni contro Mosca. La durata delle restrizioni imposte alla Russia è stata estesa fino alla fine di gennaio 2016. La decisione è stata presa nella riunione dei rappresentanti permanenti dei 28 (Coreper) e sarà formalizzata lunedì prossimo, quando sarà approvata come ‘punto A’ (ovvero senza discussione) dal Consiglio esteri di Lussemburgo. Le sanzioni ai settori energia, difesa e finanze erano state imposte per un anno nel luglio 2014, in risposta all’annessione della Crimea e al presunto sostegno russo ai separatisti ucraini.

Secondo l’Aice, l’Associazione Italiana Commercio Estero, la crisi ucraina e le sanzioni alla Russia hanno dato una consistente botta sia alle esportazioni e sia ai consumi in Italia. La crisi ucraina nel 2014, sottolinea Confcommercio in una nota, ha fatto sparire la Russia dalle prime dieci destinazioni per il nostro export, principalmente a causa dell’introduzione delle sanzioni. Da un’analisi dell’Aice emerge che le imprese italiane sono state colpite doppiamente dal gioco delle sanzioni incrociate di Ue e Russia. Infatti, se il settore dell’agrofood italiano è fortemente penalizzato dalle sanzioni imposte sull’esportazione di prodotti alimentari europei verso la Russia (con danni stimabili superiori al miliardo di euro e un calo di almeno il 25%), tutti gli altri settori merceologici sono colpiti dall’effetto boomerang delle sanzioni europee sul settore finanziario russo, che impedisce di fatto alle banche russe di poter operare e garantire i pagamenti dei compratori russi nei confronti dei fornitori italiani.

Le restrizioni economiche e commerciali imposte alla Russia per il conflitto ucraino stanno pero’ causando effetti negativi sui consumi in Italia da parte dei turisti provenienti da quelle aree. Da un’indagine di Federmodaitalia-Confcommercio e Global Blue (societa’ leader nei servizi connessi allo shopping tax-free dei turisti stranieri) emerge nei primi tre mesi del 2015 un calo molto pesante sia in termini di volume di acquisti (-54% rispetto a un anno prima), che in valore delle transazioni (-56%) da parte dei clienti russi, con andamenti non molto dissimili per quanto riguarda lo shopping dei turisti ucraini (-42% in quantita’ e -46% in valore).

Ma l’annessione della Crimea da parte di Mosca e il conflitto nel sud-est ucraino – dove il Cremlino e’ accusato di sostenere i separatisti con armi e uomini – ha portato a un braccio di ferro tra Russia e Occidente che rischia di andare ben oltre la cosiddetta “guerra delle sanzioni”. Intervenendo a una fiera dell’industria bellica, Vladimir Putin martedì ha annunciato al mondo che Mosca aggiungerà quest’anno più di 40 nuovi missili balistici al suo arsenale nucleare: missili – sottolinea lo ‘zar’ – che “sono in grado di superare anche il sistema di difesa antimissile tecnicamente più sofisticato”. E che preoccupano sia il capo della diplomazia americana John Kerry sia il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha puntato il dito contro il Cremlino accusandolo di ricorrere sempre piu’ spesso alla “retorica atomica” con dichiarazioni che sono “un tintinnio di sciabole ingiustificato, destabilizzante e pericoloso”.

Le parole di Putin arrivano in un momento particolarmente delicato, con gli Stati Uniti che studiano la possibilità di schierare cannoni e carri armati nei Paesi Nato dell’Europa orientale. Ma anche missili nucleari in alcune aree del Vecchio Continente: con la Gran Bretagna disponibile a permetterne l’installazione sul proprio territorio.