Per l’ex governatore dell’Emilia Romagna Vasco Errani è tutto da rifare. La Corte di Cassazione ha infatti annullato con rinvio a una nuova sezione della corte d’appello di Bologna, la sentenza di secondo grado che un anno fa aveva condannato l’ex braccio destro di Pierluigi Bersani a un anno di reclusione, con pena sospesa, per falso ideologico nell’ambito della vicenda Terremerse. Stessa decisione anche per gli altri due imputati, Filomena Terzini e Valtiero Mazzotti: anche per i due dipendenti regionali, accusati di falso ideologico e favoreggiamento, la condanna a un anno e due mesi è stata annullata e, come per Errani, ci sarà processo d’appello bis.

La sentenza arriva dopo che, nella mattinata di mercoledì, il procuratore generale della Corte di Cassazione Aurelio Galasso aveva chiesto l’assoluzione per l’ex presidente della Regione. Secondo il pg, la sentenza di secondo grado “faceva una lettura ‘politica’ degli atti e poggia su argomenti del tutto fallaci”. Errani era stato assolto in primo grado nel 2012, perché “il fatto non sussiste”. Un anno e mezzo dopo, a luglio 2014, quando in secondo grado arrivò la condanna, Errani si dimise poche ore dopo la sentenza. Il pg Galasso in mattinata aveva anche chiesto l’assoluzione dei due funzionari regionali Terzini e Mazzotti.

2006: il finanziamento da un milione. Nel 2009 il quotidiano il Giornale parlò di presunte irregolarità nell’erogazione da parte della Regione Emilia Romagna di un milione di euro a favore della cooperativa Terremerse guidata allora dal fratello di Vasco Errani, Giovanni. Quest’ultimo era accusato dalla Procura di Bologna di avere comunicato alla Regione la conclusione dei lavori di uno stabilimento vitivinicolo di Imola in tempo entro la scadenza del 31 maggio 2006, quella utile per ottenere il finanziamento. Ma i cantieri, secondo l’accusa, sarebbero stati conclusi solo 13 mesi dopo.

Sulla vicenda, ad aprile 2015, Giovanni Errani è uscito indenne dal processo di secondo grado. È stato infatti assolto perché il fatto non sussiste dall’accusa di truffa per lo svincolo di una fideiussione, avvenuto nel 2008, che riguardava sempre la vicenda Terremerse. Tuttavia per quanto riguarda i fatti del 2006 gli stessi giudici della Corte d’appello nelle loro motivazioni hanno confermato per Giovanni Errani e altri imputati “la sussistenza dei reati di falso e truffa aggravata in relazione all’erogazione del finanziamento”. Secondo i giudici ci fu infatti “l’avvenuta induzione in errore della Regione”. Questi reati sono “estinti tuttavia a seguito della prescrizione”.

2009: la relazione di Errani. Ma torniamo a Vasco Errani, che dopo la pubblicazione di quell’articolo nel 2009, inviò una relazione (preparata da Terzini di concerto con Mazzotti) alla Procura di Bologna, per illustrare la regolarità dell’erogazione di quel contributo dato alla coop guidata dal fratello “nel rispetto – scrisse Errani in una lettera di accompagnamento alla relazione – della normativa comunitaria in materia di finanziamenti nel settore agricolo ed agro alimentare”. Errani parlava inoltre di “piena coscienza della correttezza dell’operato mio personale e della mia amministrazione”. Ma dopo quella relazione la pm Antonella Scandellari indagò Vasco Errani per falso ideologico e Terzini e Mazzotti per falso e favoreggiamento.

L’assoluzione del 2012. Il giudice per le udienze preliminari di Bologna, Bruno Giangiacomo, in rito abbreviato assolse tuttavia l’allora governatore. Con lui furono scagionati anche Terzini e Mazzotti.

2014, la condanna in appello. Ma il giudizio di secondo grado a sorpresa ribalta tutto. Secondo i giudici della corte d’Appello “la relazione del 21 ottobre 2009 venne redatta con contenuto volutamente omissivo e fuorviante, in modo da fornire una falsa rappresentazione della regolarità della procedura dell’amministrazione nell’erogazione del contributo a Terremerse”. Secondo i giudici di appello il fine di quella relazione era quello “di tutelare ad ogni costo l’immagine pubblica e politica del presidente della giunta, fine raggiungibile”, scrivevano i giudici di secondo grado, “solo nascondendo le evidenti responsabilità di Giovanni Errani e di Terremerse, fruitori della sovvenzione pubblica”.

In Cassazione il pg chiede l’assoluzione di Vasco Errani. Ora in Cassazione arriva l’ennesimo colpo di scena. Secondo il pg Galasso, che ha ribaltato le posizioni della Procura di Bologna e della procura generale della Corte d’appello, l’ex governatore “non ha commesso alcun falso in atto pubblico, dal momento che aveva dato incarico ai suoi stretti collaboratori di redigere una relazione sulla vicenda del finanziamento alla cooperativa Terremerse per rispondere a un attacco giornalistico e aveva inviato questa relazione alla Procura, sollecitando accertamenti”. Per questo, essendo quella relazione un “atto informale”, non c’era bisogno “né di protocollarlo né di conferire incarichi formali a un assessore”. Ma soprattutto, ha detto Galasso davanti alla Suprema corte, tutti i testimoni del processo “hanno escluso di avere ricevuto pressioni o suggerimenti per determinare l’esito della relazione”. Ora la decisione torna ai giudici di Bologna.