Alla riunione del Pd per eleggere il nuovo capogruppo alla Camera dei Deputati, dove il candidato unico è quello proposto da Matteo Renzi, Ettore Rosato, tengono banco le dichiarazioni rilasciate alla stampa proprio da Renzi, che vorrebbe archiviare le primarie per selezionare la classe dirigente del partito e tornare al ‘Matteo 1’. Palpabile l’imbarazzo tra i deputati di fede renziana, che scelgono di evitare le telecamere entrando da ingressi secondari alla riunione col segretario. E chi se ne va lo fa in fretta , come Ernesto Carbone, che tra i tanti silenzi ai cronisti dichiara: “Primarie? Devo andare al saggio di pianoforte a Bologna di mia figlia, vuoi mettere il saggio con le primarie?”. Ma c’è anche chi prova a giustificare l’uscita del premier, e il partito che per anni ha inneggiato al ‘popolo delle primarie‘ vantando la partecipazione dei cittadini sbiadisce. “E’ il momento più difficile della legislatura perché stiamo facendo le riforme e perché veniamo da anni di una crisi durissima, che ancora si sente nel Paese”, spiega il presidente del Pd, Matteo Orfini, che dopo l’intervista al Segretario-Premier si adegua al nuovo corso: “E’ uno strumento come un altro“. Infine, gli entusiasti: “Non mi sono mai piaciute”, afferma il bersaniano Nico Stumpo. “Musica per le nostre orecchie”, se ne esce Davide Zoggia, che aggiunge: “Secondo me il cittadino vuole sì partecipare, ma a volte vuole che gli si propongano anche delle soluzioni”  di Manolo Lanaro