Un emendamento al disegno di legge costituzionale in discussione in Parlamento e giunto alla terza lettura in Senato. Per introdurre un referendum di indirizzo sui temi eticamente sensibili. In grado di strapparli ai logoranti dibattiti tra deputati e senatori e consegnarli alla volontà diretta dei cittadini che in questo modo impegnano le Camere a produrre leggi in linea con l’effettiva volontà della maggioranza degli elettori, “la vera coscienza civile del Paese”.

PAROLA AI CITTADINI La proposta arriva da Giuseppe Fioroni, cattolico doc e leader della corrente ex popolare del Partito democratico. Alla luce anche del clamoroso risultato arrivato dalla cattolicissima Irlanda, dove la maggioranza degli elettori si è dichiarata favorevole ai matrimoni gay con lo storico referendum del 22 maggio, Fioroni ha deciso di rompere gli indugi annunciando a ilfattoquotidiano.it la sua iniziativa: “L’idea è di far presentare da alcuni nostri senatori un emendamento al ddl costituzionale che palazzo Madama si appresta ad esaminare di nuovo dopo che la Camera glielo ha ritrasmesso. Mi sembra la cosa migliore giunti a questo punto: questioni come matrimonio gay, eutanasia, fecondazione, adozioni e tutte le altre innescate dalla medicina più innovativa, sono problemi così intimi che mi pare fuori luogo lasciare alla sola determinazione degli eletti. Meglio far decidere i cittadini attraverso refendum di indirizzo ai quali il Parlamento dovrà poi adeguarsi elaborando le relative proposte di legge”.

DIVISIONI IN FAMIGLIA  L’dea di sentire i cittadini e tener conto della loro volontà è secondo Fioroni indispensabile davanti al fatto che sui problemi etici differenze di opinioni e lacerazioni si rivelano sempre più marcate: “Anche all’interno delle famiglie“, spiega il parlamentare democratico, “si esprimono posizioni diverse, spesso ci sono tante opinioni quante sono le persone che le compongono. Che senso ha dunque lasciare la responsabilità delle decisioni alle Camere quando su questi temi anche noi parlamentari rappresentiamo solo noi stessi?”.

OCCHIO AL TESTO Resta un problema: il raccordo parlamentare migliore per far passare la proposta del referendum d’indirizzo. Fioroni non ne ha parlato con Matteo Renzi nè con i vertici del partito. Da un punto di vista strettamente procedurale potrebbe chiedere di agganciare l’emendamento dei suoi senatori al dibattito ancora aperto sull’articolo 55 del nuovo testo costituzionale. Lo stesso che la Camera ha cambiato in seconda lettura decidendo di togliere al Senato il concorso paritario nella funzione legislativa di Montecitorio sulle leggi concernenti i temi etici.