Il preside si candida, votate il preside. Il Movimento 5 stelle ne è convinto: Linda Cucumazzo, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Garibaldi di Bari e in lista alle regionali con Forza Italia al fianco di Adriana Poli Bortone, ha inviato un sms elettorale ai genitori degli alunni della scuola che dirige. E’ tutto contenuto in una nota-denuncia dei grillini a cui sono allegate anche le fotografie del messaggio incriminato. Database della scuola per fini politico-propagandistici? E’ ciò che si chiede il M5s: “Chi ha utilizzato i riferimenti telefonici dei genitori per un utilizzo degli stessi non attinente alle attività scolastiche ma per pubblicità elettorale? Molti genitori hanno già confermato che non hanno mai rilasciato tale autorizzazione”. Sin qui l’accusa, ma i grillini hanno anche annunciato che informeranno dell’accaduto le autorità competenti.

Per la diretta interessata, però, la verità è un’altra: “Sarà stato il passaparola, oggi con questi cellulari non si capisce più nulla. E poi sa una cosa? – ha detto a ilfattoquotidiano.it – C’è un sacco di gente che mi vuole bene. E comunque io non ho mai dato a nessuno i contatti dei genitori dei miei alunni“. Tradotto: si è trattato di campagna elettorale a sua insaputa. “Certo, io dal mio cellulare ho mandato messaggi soltanto ai miei contatti. Non ho bisogno di voti”. Sarà. Eppure la denuncia del Movimento 5 stelle è circostanziata ed è accompagnata da tanto di foto. Il testo del sms, poi, parla da solo: “Sono Linda Cucumazzo, preside dell’IC Garibaldi, candidata alle elezioni regionali del 31 maggio. Se mi ritiene degna della tua fiducia, mi voti”. A seguire il tutorial che spiega come esprimere la preferenza. “E’ simile al testo che ho usato per i miei amici, forse qualcuno lo ha modificato e con il passaparola è arrivato ai genitori. Ma non sono stata io”. Comitato elettorale troppo zelante? “Ma no, li conosco bene. Ripeto – ha aggiunto – Sarà stato qualcuno che mi stima, io sono ben voluta da tutti perché da nove anni lavoro in una scuola di un posto difficile“. Appunto, la scuola. Il Garibaldi è l’istituto storico del quartiere Libertà di Bari: quattro edifici, 1200 alunni tra infanzia, primarie e medie. E c’è pure l’università della terza età con 200 signori a frequentarla. Tra mamme, papà e parentame vario, si tratta – in teoria – di un bacino elettorale enorme.

E su questo puntano le accuse dei grillini del capoluogo pugliese: “Non ci sono limiti in questa campagna elettorale sia da parte dei soliti politicanti sia da parte di nuovi candidati che appoggiano i soliti partiti ed utilizzano i metodi più insoliti, a volte poco etici o addirittura che vanno oltre la legalità!”. Poi l’accusa al dirigente scolastico per “l’invio massivo di sms“. “Tutto sembra essere nella norma, verrebbe da dire – scrivono i pentastellati – Peccato che i destinatari di tali sms, ovvero coloro che ci hanno segnalato il caso, non sono altro che i genitori degli alunni iscritti all’Istituto Comprensivo Garibaldi di Bari cui è preside proprio la candidata Cucumazzo”. Questa situazione per i grillini “si aggiunge al fantastico quadretto degli ultimi giorni della propaganda elettorale attuata dai vecchi partiti. Ai cittadini diciamo – è la conclusione della nota stampa – Se queste persone non rispettano le regole, il buon senso, e perché no la legge, prima di entrare in consiglio regionale, figuriamoci cosa accadrà quando saranno li dentro!”.

Linda Cucumazzo non la pensa così. “Ho il comitato elettorale di fronte a una delle sedi – continua la preside – Non ha idea di quanta gente sia venuta a farmi i complimenti promettendo di sostenermi”. Saranno stato qualche fans, quindi? “Qualcuno che mi vuole bene. E poi io a scuola non ho organizzato nessun incontro politico, né fatto propaganda per me stessa”. Non avrebbe potuto farlo. “Appunto. Però ho fatto tantissime cose per la mia comunità: chi mi conosce mi vota non per un sms”. Che però sono stati inviati. “Non da me. Guardi, sono in ferie da venerdì scorso per fare campagna elettorale. C’è chi fa le cene, io uso i messaggi sul telefonino. Ma solo per i miei amici, non per i genitori. Io di questa situazione sono la vittima”. Chi è stato, allora? “Non lo so, proverò a capirlo. Ma poi siamo sicuri che questa denuncia sia vera? Ci sono nomi e cognomi? Io non lo so. Secondo me dipende dal momento politico”. Cioè? “Oggi sono tutti contro i presidi sceriffo e contro la nostra figura per come emergerebbe dalla nuova riforma della scuola”. Vai a vedere che è colpa di Renzi… “Questo clima ci penalizza come categoria”. Se venisse eletta come farebbe? “Beh, c’è l’aspettativa”.