Un evento firmato da gruppi ultracattolici e organizzato nella palestra di una scuola privata di Sassuolo, in provincia di Modena. Un’iniziativa come tante in Italia, con ospite d’onore il giornalista ed ex deputato Mario Adinolfi, alfiere della cosiddetta famiglia tradizionale, chiamato per parlare del suo libro “Viva la mamma” e della sua esperienza alla guida del quotidiano La Croce. Niente di speciale, se non fosse per il logo ufficiale del Comune, stampato in alto sul volantino d’invito. I promotori infatti hanno chiesto e ottenuto per il dibattito il patrocinio dell’amministrazione guidata dal sindaco Pd Claudio Pistoni, scatenando così una bufera interna alla maggioranza e aprendo allo stesso tempo un caso politico. La sponsorizzazione “istituzionale” non è stata gradita dagli alleati di Sel, che l’hanno definita senza mezzi termini “una vergogna”.

Del resto l’impronta ultraconservatrice data all’incontro, fissato per sabato 16 maggio alle 17, è chiara, e di sicuro molto distante dalla linea tenuta da Sinistra ecologia e libertà Nel manifesto, si parla di “attacco a principi non negoziabili, smantellamento della famiglia, costruzione culturale della teoria del gender”. Elementi che “portano sull’orlo dell’abisso”. In questo contesto “l’emergenza antropologica ha raggiunto livelli che mai l’umanità ha riscontrato prima d’ora” e Adinolfi è “preziosissimo testimone e divulgatore di questa presa di coscienza”. Per l’occasione il direttore del quotidiano La Croce è invitato a presentare il suo libro “Viva la mamma”, saggio di 122 pagine in cui l’autore spiega come, a suo parere, unioni civili, matrimoni gay, eutanasia e aborto (i “falsi miti del progresso”) stiano distruggendo la figura della madre su cui poggia la nostra società.

In una nota stampa, Sel rievoca poi anche altre teorie nel repertorio dell’ex parlamentare Pd. “Mario Adinolfi – si legge nel comunicato – nel recente passato si è reso portavoce di una campagna altamente lesiva della dignità delle donne, la cui funzione principale, secondo la sua opinione, sarebbe quella di ‘massaggiare i piedi del proprio marito’; le medievali posizioni di Adinolfi, qualora prendessero piede, abbatterebbero tutto l’umanesimo rinascimentale”. Per questo, il patrocinio del Comune è definito “vergognoso”. Anche perché è stato autorizzato senza aprire una discussione politica. E la notizia è arrivata come una doccia fredda, in un comune dove da poco è stato approvato il registro delle unioni civili. “Posta la sacralità della libertà di pensiero e della sua manifestazione che è e deve rimanere tale alla condizione minima che non si sfoci nella discriminazione, circostanza che in questo caso sarebbe tutta da verificare, non possiamo che ritenere biasimevole la decisione dell’amministrazione sassolese di patrocinare un’attività all’interno di un istituto paritario cattolico, con chiaro orientamento lesivo quantomeno del principio di laicità delle istituzioni”.

Nessuna marcia indietro però da parte dell’assessore alla Cultura, Giulia Pigoni. “Gli uffici hanno concesso il patrocinio – precisa – in quanto evento non oneroso e organizzato da associazioni culturali di Sassuolo. Non si tratta di una iniziativa organizzata dal Comune e il fatto che il patrocinio sia stato concesso non significa che il comune condivida le idee espresse in quell’incontro. Il comune di Sassuolo è per il dialogo, il confronto e la pluralità d’espressione perché riteniamo che solamente confrontandosi si possa costruire qualcosa di nuovo e positivo. Ovvio che l’evento in questione rappresenta idee e pensieri condivisi da una parte della cittadinanza, non da tutta: se chi la pensa diversamente dovesse chiedere il patrocinio per un incontro pubblico, saremmo pronti a concederlo per gli stessi motivi”.