Nuove ombre sul bando da oltre 40 milioni di euro con cui la regione Lombardia avrebbe dovuto selezionare le società a cui affidare tutta una serie di servizi di comunicazione e di organizzazione di eventi anche in vista di Expo. Avrebbe. Perché l’assegnazione dell’appalto è stata momentaneamente sospesa, dopo che ad aggiudicarsi buona parte dei lavori è stata la Inrete di Francesco Cavallo, il braccio destro di Maurizio Lupi finito ai domiciliari lo scorso marzo per l’inchiesta della procura di Firenze sulle grandi opere. A essere messa sotto accusa questa volta è la procedura seguita dalla centrale acquisti regionale Arca per la scrittura del bando, realizzata attraverso una consulenza dal costo giudicato “evidentemente eccessivo” dal M5S. I consiglieri pentastellati hanno presentato a tale proposito un’interrogazione, in cui sottolineano che ben 225mila euro sono stati incassati dalla società Bep – business e persone per una consulenza fornita per questa e per altre due gare, una delle quali finora nemmeno aperta.

Come rivelato da il Fatto Quotidiano, l’appalto per la comunicazione era stato aggiudicato in via preliminare ad alcune aziende tra cui quella di Cavallo. Erano ancora in corso le verifiche sulla regolarità dell’affidamento, quando è scoppiato lo scandalo che ha coinvolto il ministero delle Infrastrutture. A quel punto del bando non si è saputo più nulla, fino all’interessamento del Fatto e alla contemporanea segnalazione del caso da parte della Regione all’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone.

Mentre le verifiche dell’Anac sono ancora in corso, nuovi dettagli vengono riportati dai Cinque Stelle nell’interrogazione depositata in regione per chiarire alcuni aspetti. Per disegnare il bando, l’Arca si è servita della consulenza della Bep, assegnataria di un subappalto autorizzato dalla stessa centrale acquisti e affidato dalla Deloitte Consulting, che con la Regione ha in essere un contratto da 6 milioni di euro dall’oggetto piuttosto generico, ovvero “un servizio di sviluppo, manutenzione, assistenza e supporto all’analisi dei processi demand management e formazione per la realizzazione del modello e-Procurement di Regione Lombardia”.

A essere messo in discussione dal M5S è il compenso assegnato alla Bep, pari a 225mila euro più Iva, “oggi interamente pagati”, si sottolinea nell’interrogazione. Un compenso “evidentemente eccessivo”: secondo i Cinque Stelle, infatti, “Bep si sarebbe limitata a realizzare tre pacchetti di gara”, tra cui quello per la comunicazione, e il costo previsto per la realizzazione di tali prestazioni “secondo i prezzi di mercato non raggiungerebbe i 50mila euro”, stima fatta dai consiglieri del M5S sulla base di precedenti consulenze utilizzate da Arca. “Non si possono gestire in questo modo le risorse dei lombardi”, attacca il primo firmatario dell’interrogazione Stefano Buffagni. “Suona peraltro almeno sospetto che questa consulenza, da più di duecentomila euro, sia servita anche per ‘disegnare’ la gara della comunicazione da 40 milioni ora sotto gli occhi dell’Anac. Verrebbe da pensare che non sia affatto un caso. Solleciteremo la giunta affinché si faccia luce anche su questo subappalto, auspicando che in futuro la gestione delle consulenze negli enti pubblici sia fatta in maniera seria e responsabile allontanando con anticipo qualsiasi rischio di clientelismo o sospetto”.

@gigi_gno

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