La Bce ha approvato l’aumento di capitale da 3 miliardi di Mps e il conseguente rimborso degli aiuti di Stato (Monti-bond) per circa 1 miliardo. La tranche di rimborso, sottolinea la banca in una nota, consentirebbe l’integrale restituzione da parte del Monte dei Paschi degli aiuti di Stato ricevuti, “con largo anticipo rispetto alla scadenza inizialmente concordata con la Commissione europea, prevista per la fine del 2017”. La Bce, continua Mps, “ha osservato che l’Aumento di Capitale in Opzione costituisce solo una delle azioni contenute nel Capital Plan e indirizzate a fronteggiare le principali criticità della Banca, per lo più relative alle c.d. non performing exposures, alla difficoltà di raggiungere adeguati livelli di redditività, di generare capitale organicamente e alla bassa capitalizzazione”. Alla luce del via libera di Francoforte, Monte Paschi annuncia di voler lanciare l’Aumento di Capitale “non appena possibile, prevedibilmente entro la fine di maggio”.

Con questo disco verde, quindi, la banca presieduta da Alessandro Profumo potrà procedere col deposito in Consob del prospetto informativo in modo da incassare il prima possibile il nulla osta per lanciare l’operazione, che potrebbe arrivare sul mercato già lunedì 25 maggio. La banca per fronteggiare la crisi ha garantito alla Bce anche un ulteriore pacchetto di mosse. Venderà una serie di asset dal valore di circa 220 milioni (inclusa la quota in Anima Holding a Poste italiane); punterà a soddisfare gli obiettivi del business plan aggiornato al 2018 che include peraltro la vendita di altri crediti deteriorati per un importo di 5,5 miliardi; perseguirà il percorso per il ritorno alla redditività già avviato con l’approvazione dei conti del primo trimestre. A tutto questo si somma poi l’impegno di trovare un partner con cui fondersi. Al termine dell’operazione, infine, è atteso il cambio della guardia al vertice. Come noto, il presidente Alessandro Profumo non ha dato la disponibilità a proseguire col mandato. E le diplomazie tra i soci del patto (Fondazione Mps, Fintech e Btg Pactual) sono già attive per la definizione del profilo del successore.