L’Italicum è una svolta per i rapporti politici, ma la gatta affamata e inferocita della crisi economica resta durissima da pelare. E ogni abbozzo di azione genera reazioni sparsamente contrarie. Da qui non infondati mugugni e animate proteste fino al al più banale populismo, quello la cui mamma è sempre incinta. Uno stato e un umore privo di vera forma politica, ma capacissimo di farsi sentire attraverso i lanci e rilanci del sistema multimediale come sui mezzi pubblici fra battute, aneddoti e personaggi. Gli stessi che ricompaiono sugli schermi di casa ad ogni calar del sole a partire dal lunedì di Quinta Colonna e PiazzaPulita.

In questi frangenti, Quinta Colonna organizza a scaletta la esasperazione prepolitica degli ultimi mentre Piazza Pulita si concentra tanto sulla protesta sociale quanto su partiti, poteri ed eminenze più o meno grigie. La prima sollecita l’empatia, la seconda l’interesse.

In genere è Quinta Colonna che fa più ascolti, probabilmente perché tocca le corde di un senso comune immediato, e forse anche per la conduzione di Paolo del Debbio che, da buon filosofo, ha meditato sulla tv e, sull’esempio di Mike Buongiorno, sa farsi più piccolo rispetto agli spettatori. L’aria non è mai quella del “noi ce ne intendiamo e ve lo spieghiamo” ma piuttosto “voi qui al nostro posto direste esattamente le stesse cose che noi stiamo dicendo”. Tutta una bonarietà cui fa da complemento il personaggio stridulo e saccente di Mario Giordano, autore di vari tomi dedicati alle più diffuse forme e cause di indignazione.

Piazza Pulita trova il vento in poppa quando, come è successo lunedì scorso ad Italicum appena approvato, c’era il pane giusto per i denti del tipico parterre (stavolta con Paolo Mieli e Marco Damilano) che con la “grossolanità” non si confonde, alla faccia delle maniche di camicia di Corrado Formigli. Grazie alla felice congiuntura PiazzaPulita ha così ristretto la forbice d’ascolto rispetto a Quinta Colonna e anzi, in certe categorie del pubblico, come tra le donne più giovani e i maschi adulti, è passata addirittura in vantaggio. C’è da dire, per soppesare equamente la performance, che lunedì sera Del Debbio aveva per una volta dirazzato intrattenendosi a parlare con Alfano dei black blok (roba che ti indigna sì, ma non pensi che davvero ti riguardi) e aveva momentaneamente accantonato i pezzi fissi su emigranti, rom e rapine in casa. All’usuale “signora mia che mi dice” è tornato nella seconda parte della serata, ma troppo tardi per riprendersi gli spettatori che se ne erano sentiti traditi.