I disordini in Aula per le riforme costituzionali, lo scorso febbraio, costeranno sanzioni a ben 66 deputati, puniti dall’ufficio di presidenza di Montecitorio. I provvedimenti vanno da un minimo di 3 a 24 giorni e riguarderanno parlamentari di M5S, Pd, Lega Nord, Sel e gruppo Misto. 

Sospensione record per il Movimento 5 Stelle, che incassa una serie di cartellini rossi senza precedenti. “Abbiamo preso 616 giorni solo a questo giro”, ha detto Daniele Del Grosso, ricordando le altre sospensioni che hanno colpito i grillini negli scorsi mesi, “ovviamente questo è stato voluto e ottenuto dal Pd. Io sono stato sospeso 12 giorni per aver gridato ‘onestà’, gli stessi giorni dati ad altri gruppi che si sono presi a pugni. Se questa è giustizia…”.

L’ufficio di presidenza ha anche preso provvedimenti sui pianisti, ovvero i parlamentari che votano al posto dei colleghi assenti in Aula: da ora in poi “i colpevoli” non riceveranno solo lettere di censura, ma sanzioni vere e proprie. A Montecitorio, dove è pratica poco diffusa per il ricorso alle impronte digitale dei deputati, si sono registrati comunque alcuni casi, gli ultimi due recentemente.