La bocciature della norma Fornero da parte della Consulta fa esultare i sindacati e potrebbe creare più di un problema all’esecutivo sul fronte del conti pubblici. “È una sentenza che finalmente fa giustizia. Adesso il Governo Renzi restituisca il maltolto a milioni di pensionati” dicono il segretario confederale Uil, Domenico Proietti e il segretario generale Uilpensionati, Romano Bellissima.

“Dopo la vicenda degli esodati un altro clamoroso colpo alla legge Fornero: la sentenza della Corte Costituzionale conferma che la cosiddetta riforma non sta in piedi e che le norme vigenti vanno cambiate” commenta Vera Lamonica, segretaria confederale della Cgil. La bocciatura riguarda l’articolo 24 del decreto legge 201/2014, che, per il 2012 e 2013, che ha dichiarato incostituzionale la perequazione dei trattamenti pensionistici di importo superiore a tre volte il minimo. Per Lamonica “il governo sbaglia a non aprire urgentemente un confronto su come modificare la legge nel suo complesso, richiesta avanzata più volte unitariamente dai sindacati. Ora – conclude la dirigente sindacale – restituire subito il maltolto ai pensionati, a partire da quelli con assegni pari a tre volte il minimo”.

“Come sempre, anche stavolta abbiamo dovuto attendere una sentenza della Consulta che convalidasse quanto da noi già ampiamente dichiarato in merito a una norma non solo sbagliata, ma perfino anche incostituzionale – dichiara il segretario generale della Cisl Pensionati, Gigi Bonfanti – Piuttosto che aspettare il pronunciamento della Consulta il governo avrebbe fatto e farebbe bene a dare ascolto alle nostre indicazioni, evitando di adottare provvedimenti che ogni volta si rivelano contrari agli interessi dei pensionati e, in questo caso, anche dei conti pubblici. Ci auguriamo che per il prossimo futuro – conclude il segretario della Fnp Cisl – il governo riconosca nuovamente al sindacato il ruolo che gli compete nella difesa dei diritti dei lavoratori e dei pensionati”.

 sottolinea il costituzionalista Massimo Siclari, interpellato dall’Ansa sul verdetto. “La riduzione della spesa, specie si tocca un settore come quello pensionistico, va fatta tenendo conto dei criteri di proporzionalità e ragionevolezza e mantenendo fermo il cardine della solidarietà. È importante che la Corte lo ricordi al legislatore. La spending review – osserva Siclari – va fatta individuando i capitoli di spesa e poi agendo con il bisturi, senza intaccare e aggredire una fonte di spesa piuttosto che un’altra mettendo da parte quei principi. Ritengo tra l’altro che la sentenza sia efficace ab origine“, cioè dispieghi i propri effetti su chi in quel biennio si è visto bloccare la perequazione.