Ad ascoltare l’informativa urgente del ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nell’Aula della Camera sulla morte di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano ucciso dai droni americani tra Pakistan e Afghanistan, ci sono meno di quaranta deputati: poco più del dieci per cento dell’Assemblea di Montecitorio. Eppure, quell’informativa, resa a meno di 24 ore dall’arrivo dalla tragica notizia resa nota dalla Casa Bianca, era stata reclamata da tutti i gruppi parlamentari alla Camera, costringendo la Farnesina a fare salti mortali per organizzare la comunicazione al Parlamento.

E invece stamani in Aula, oltre alla presidente Laura Boldrini, al ministro Gentiloni ed al sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova (vedere foto), erano meno di quaranta deputati, mentre affollate erano le tribune del pubblico, piene di studenti in visita ma anche di cittadini. Mentre parlava Gentiloni, per la precisione, i deputati erano 39: 16 del Pd, 3 di Pi, 7 rispettivamente di Fi e M5S, gli altri di Ncd e Sel.  Troppo pochi perfino per abbozzare il classico applauso unanime che solitamente si leva dall’Aula al termine di un minuto di silenzio osservato dall’Assemblea in omaggio di una vittima.

Colpa del venerdì. Non si vota e sono andati tutti via…”, dice un esponente del Pd guardando desolato la scena ad un collega che gli siede accanto. Il quale a sua volta scrolla le spalle.

di Roberto Grazioli

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