Una decisione “incomprensibile”. I parlamentari del M5S giudicano così l’intenzione del governo di impugnare le recenti sentenze del Tar che hanno bocciato in parte il nuovo Isee. E per questo hanno scritto una lettera ai deputati e ai senatori del Pd e dei partiti alleati chiedendo loro di sensibilizzare l’esecutivo sulla questione dei portatori di handicap sfavoriti dai meccanismi di calcolo in vigore da inizio anno che la giustizia amministrativa ha giudicato illegittimi. “L’unica soluzione equilibrata – si legge nelle missive – consiste nel correggere urgentemente l’errore, le cui conseguenze stanno ricadendo anche su cittadini italiani in condizioni di povertà o semi-povertà e, in particolare, con disabilità; persone che potrebbero vedersi negati benefici e servizi ai quali hanno pienamente diritto”.

Il nuovo Isee, utilizzato per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate, prevede che concorrano al reddito anche entrate come pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento. I contributi percepiti in virtù di una condizione di svantaggio, in sostanza, vengono considerati come una fonte di ricchezza, al pari di uno stipendio. Un punto che ha scatenato la protesta delle famiglie con disabili e di diverse associazioni, che si sono rivolte ai giudici con tre diversi ricorsi. A febbraio il Tar del Lazio ha bocciato l’impostazione dell’esecutivo, annullando un decreto del presidente del consiglio dei ministri (dpcm) adottato da Enrico Letta ed ereditato da Matteo Renzi.

Ma il governo non si è adeguato a tale rilievo e, anziché modificare il decreto, ha deciso di presentare ricorso al Consiglio di Stato, come annunciato in aula dal sottosegretario al ministero dell’Economia Enrico Zanetti. Anche alle sue parole si fa riferimento nelle lettere, firmate in particolare dalla capogruppo del M5S in commissione Affari sociali della Camera Giulia Grillo e dall’omologa in commissione Finanze del Senato, Laura Bottici, che giudicano “inopportune” le motivazioni alla base della decisione di inserire le provvidenze assistenziali erogate dallo Stato nel calcolo dell’Isee: “Secondo Zanetti, infatti, tale decisione è legata agli ‘effetti negativi sui saldi di finanza pubblica’. Non è vessando i cittadini più deboli che uno Stato degno di questo nome può pensare di ridurre la spesa pubblica”.

Il ricorso al Consiglio di Stato, secondo i Cinque Stelle, è un “errore che va a discapito di fasce deboli, che andrebbero tutelate più di altre e non vessate”. Di qui l’appello “alla sensibilità e al buonsenso” dei parlamentari di maggioranza, invitati a unirsi a “una battaglia condivisa di civiltà e dignità”. E a farsi vivi con il governo amico, per spingerlo a ritornare sulle proprie decisioni.

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