“Il porcellum, una legge pro corruzione il cui sistema si sta riproponendo nell’Italicum, è stato approvato in tre mesi: quando le leggi sono a favore dei politici corrotti corrono, se no si arenano”. Così Luigi Di Maio, il vicepresidente della Camera al convegno sulla corruzione organizzato dal M5s a Montecitorio. Partecipano all’evento due magistrati antimafia sotto scorta: Nino Di Matteo della procura di Palermo e Giuseppe Lombardo della Dda di Reggio Calabria. “Il ddl anticorruzione fermo per due anni, adesso verrà approvato perché è stato armonizzato, alias annacquato”, spiega ancora Di Maio, che avverte: “Favorirà amici degli amici”. Anche il giudice Di Matteo critica i provvedimenti varati finora dal governo: “Dagli annunci bisogna passare ai fatti, servono riforme, prima di tutto rivedere il sistema della prescrizione. Ma temo che le regole in via di approvazione siano soltanto dei pannicelli caldi“. Di Matteo propone le attenuanti speciali per chi collabora con la giustizia nei procedimenti che riguardano delitti verso la pubblica amministrazione e l’istituzionalizzazione, come negli Stati Uniti, dell’agente provocatore: finti corruttori infiltrati in uffici inquinati da abusi di potere. Tutte proposte fatte proprie dal M5s. Presente al convegno anche il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Marco Lillo: “Il paese ha il cancro, è malato di corruzione, ma il giorno dopo le inchieste si chiede il bavaglio per la stampa”, spiega, preoccupato per l’appoggio che la politica ha incassato dai due procuratori capi di Milano e Roma, Bruti Liberati e Giuseppe Pignatone. “Temo che per paura di una stretta sulle intercettazioni abbiamo accettato il compromesso di limitare le pubblicazioni: una decisione miope, accolta nel silenzio totale, le informazioni saranno così a disposizione di una casta”, aggiunge. E una cupa sintesi arriva dal parlamentare cinquestelle Vittorio Ferraresi: “Renzi sulle intercettazioni farà quello che non è stato permesso a Berlusconi. Stiamo attenti, ci aspetta una primavera calda” di Irene Buscemi