Chi sceglierà di andarsene da FI sbaglierà, perché non andrà da nessuna parte. Ma poi i cimiteri sono pieni di gente che credeva di essere insostituibile e poi la vita è continuata lo stesso. Fitto dovrebbe uscire? Ma uscire per andare dove?”. Sono le ferali parole pronunciate dalla deputata di Forza Italia, Daniela Santanchè, intervistata da Sonia Martina per Radio Radicale, a proposito delle lotte intestine nel suo partito. “Non voglio partecipare, né mi appassionano queste guerre” – afferma la Santanchè – “perché già l’Italia è in guerra. A me di queste faccende non frega niente. La politica non si fa solo con i ruoli, i ruoli servono a chi non ha le idee. Facessero quello che vogliono. Il problema” – continua – “ è che molti che sono nei partiti sono fuori dalla vita reale, non sanno cosa significa pagare un mutuo, non hanno mai lavorato un’ora in vita loro… e secondo lei mi appassiono a cosa fanno questi? Ma chi se ne frega”. E preconizza con toni nefasti: “Io sono dell’idea che non si muova foglia che Berlusconi non voglia. Tutti quelli che si sono messi contro Berlusconi, come un certo Follini o un certo Fini, sono nel dimenticatoio. E la stessa sorte toccherà ad Alfano. In una nave in cui c’è difficoltà in un mare in tempesta non è un valore di destra abbandonare quella nave. Non siamo mica Schettino”. La deputata conferma che in FI esiste “una guerra tra bande” e aggiunge: “Mancanza di democrazia? E’ la cosa più ridicola che esista. Anche il Movimento 5 Stelle con la sua ‘rete’ è ridicolo nella sua narrazione della democrazia. Qual è il partito dove non c’è un leader, che sia un capo e che decida? L’eccesso di democrazia spesso fa peggio che meglio”. Poi ribadisce: “Basta con questi veleni. Abbiamo un leader e stiamo a discutere di poltrone e di posti. Io voglio credere che le decisioni le prenda Berlusconi. Noi siamo goccioline nel mare di Berlusconi” di Gisella Ruccia