Sono in camera di consiglio i giudici di Cassazione che devono esprimersi sull’omicidio di Meredith Kercher. Per la difesa di Raffaele Sollecito, ha preso la parola l’avvocato Giulia Bongiorno che ha detto che il suo intervento “si articolerà sugli unici due indizi a carico dell’imputato: il gancetto del reggiseno di Meredith, e l’essere stato fidanzato per 10 giorni con Amanda Knox“. Dopo la parola passerà all’avvocato Luca Maori e poi i giudici si chiuderanno in camera di consiglio”.

di Mauro Episcopo

Nel verdetto c’è “una valanga tragica di errori” sostiene Giulia Bongiorno. La penalista, davanti ai giudici della V sezione penale, ha ribattuto su alcuni punti salienti della sentenza di Cassazione che due anni fa che ha rinviato ai giudici di Firenze la decisione, “Siamo davanti – ha detto – a un travisamento probatorio di proporzioni colossali”. Secondo il legale non c’è prova certa del Dna di Raffaele sui gancetti del reggiseno di Meredith Kercher, inoltre non è stato accertato “il rispetto dei protocolli internazionali che garantiscono margini di certezza scientifica. Quindi – ha aggiunto – il tema cruciale della prova genetica, ossia gli indizi a carico di Sollecito, hanno un approccio fuorviante e anacronistico”.

Oggi la Cassazione metterà il sigillo sul processo per la morte della studentessa inglese uccisa la notte del primo novembre del 2007. Per quell’omicidio sono stati condannati, poi assolti, infine nuovamente condannati Sollecito e Knox. Per il Pg, Mario Pinelli, che ha chiesto la conferma delle condanne dei due ragazzi (anche se le pene sarebbero da ricalcolare nei confronti di Amanda a 28 anni e 3 mesi e nei confronti di Raffaele a 24 anni e 9 mesi) il quadro ricostruito dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze il 30 gennaio 2014 “resiste ad ogni censura”. Poi è stata la volta delle difese tranne quelle del ragazze.

Amanda e Raffaele hanno scontato quattro anni di carcere. Sono stati condannati in primo grado a 26 e 25 anni. Nel 2011, in Appello, sono stati assolti e il 25 marzo 2013 la Cassazione ha annullato le assoluzioni rinviando il processo al tribunale di Firenze. La condanna dell’appello bis per Amanda e Raffaele è scattata il 30 gennaio 2014. Per l’omicidio di Meredith è stato condannato definitivamente Rudy Guede, processato con rito abbreviato: sta scontando sedici anni di reclusione. Secondo la ricostruzione dei giudici, Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede devono essere considerati “ugualmente responsabili” per l’omicidio di Meredith Kercher dal momento che insieme operarono per lo stesso fine: quello “di immobilizzare Meredith e usarle violenza”.

I due imputati si sono sempre proclamati innocenti. Contro le condanne hanno fatto ricorso i legali dei due ragazzi, Giulia Bongiorno e Luca Maori, che difendono il giovane pugliese ehanno evidenziato “sviste, lapsus ed errori grossolani”. Con loro anche i legali di Amanda Knox – che attenderà la sentenza da Seattle – Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga chiedono l’annullamento della sentenza. Sollecito è in aula, così come due anni fa, ad attendere l’esito che darà in un senso o nell’altro la svolta alla sua vita. Attenderenno invece in Inghliterra la sentenza i familiari di Mez che rappresentano la parte civile. Chiedono ovviamente che vengano respinti i ricorsi degli imputati.