Pronte le lettere di licenziamento. Si è chiusa la procedura di mobilità per i 450 dipendenti di People Care, società di call center con sede a Livorno, ma controllata dal gruppo torinese Contacta: possono partire in ogni momento le lettere di licenziamento, che diventeranno operative il 31 maggio, data in cui l’azienda chiuderà i battenti. Un epilogo non privo di polemiche: da una parte, la società punta il dito contro Seat Pagine Gialle, il suo unico cliente che non intende rinnovare la commessa, dall’altra i sindacati e la stessa Seat accusano People Care di non avere cercato soluzioni alternative.

L’azienda di call center è nata nel 2010 proprio da una costola dell’ex monopolista degli elenchi telefonici: gli operatori gestiscono i servizi 12.40 “Pronto Pagine Bianche” e 89.24.24 “Pronto Pagine Gialle”, quest’ultimo reso famoso dagli spot pubblicitari con il comico Claudio Bisio. A dicembre, la società aveva annunciato che avrebbe chiuso la sede di Livorno: così erano state avviate le procedure di mobilità, che si sono chiuse il 13 marzo. “L’incontro è finito nel peggiore dei modi – spiega Filippo Bellandi della Rsu Slc CgilSindacati e istituzioni hanno chiesto all’azienda di sospendere la chiusura delle procedure di mobilità almeno per una settimana, per trovare altre soluzioni, ma la società si è dichiarata indisponibile”.

Il 16 marzo un incontro in prefettura, tre giorni dopo un altro al ministero dello Sviluppo Economico: nelle settimane che precedono la chiusura della sede di Livorno, si cercherà un accordo tra People Care e Seat Pagine Gialle per proseguire la commessa e salvare i posti di lavoro. “Ma con le lettere di licenziamento in mano, sarà tutto più complicato”, sostiene Bellandi.

D’altra parte, i tentativi fatti finora non lasciano ben sperare. A febbraio, People Care ha proposto al suo cliente una proroga del contratto di sei mesi. “Ma da parte di Seat non c’è mai stata una risposta ufficiale né una controproposta – fanno sapere da Contacta – Non è mai stata avviata una trattativa”.

Al contrario, fonti vicine a Seat spiegano che “a fronte della disponibilità del gruppo a concedere una proroga, le richieste fuori mercato da parte di People Care hanno di fatto reso irricevibile la proposta”, parlando di “un sovrapprezzo da minimo garantito e da tariffa rispetto ai valori di mercato di oltre 1,4 milioni di euro”. Anche se, in una lettera a Contacta datata 16 marzo, la stessa Seat ha voluto affermare “la propria disponibilità a valutare la prosecuzione, almeno temporanea, di una parte rilevante della commessa”, ma “condizionata al rispetto dei costi di mercato ed alla garanzia che le attività vengano svolte nella struttura di Guasticce”, cioè Livorno. E anche sulla chiusura della sede di Livorno, le due aziende si rimpallano la responsabilità. “Le motivazioni che hanno condotto a questa dolorosa decisione – spiegava People Care all’apertura delle procedure di mobilità – sono da ricondurre alla scadenza al 31 maggio 2015 dei contratti di servizio con il committente Seat Pagine Gialle“.

Ma gli interessati hanno sempre ribattuto che la chiusura “dipende esclusivamente dalla gestione imprenditoriale di Contacta” e che “scaricare sul cliente le colpe dell’imprenditore non solo non è legittimo e fuorviante rispetto alla realtà dei fatti, ma scorretto verso i lavoratori stessi e le parti sociali“.

Anche i sindacati passano all’attacco dell’azienda. “Contacta avrebbe dovuto differenziare le commesse e lasciare a Livorno quelle attività che invece ha portato a Torino – sostiene Bellandi – Mi riferisco in particolare al servizio Findomestic“. Ma il sindacalista si rivolge anche a Seat Pagine Gialle: “Chiediamo che mantenga le sue attività a Livorno, anche con un altro imprenditore. Abbiamo il sospetto che voglia delocalizzare i servizi all’estero”. A spaventare i lavoratori, inoltre, c’è il precedente della Voice Care di Torino, la “sorella” di People Care che nel maggio del 2014 ha lasciato 200 persone senza lavoro: anche in quel caso, si trattava di un’azienda del gruppo Contacta, con Seat come unico committente.