Un teatro per gli attori senza teatro, senza pubblico e senza compagnia. Un laboratorio artistico che in oltre 30 anni di attività si è trasformato in un trampolino di lancio per giovani interpreti “senza nome”, che in via Marco Emilio Lepido, a Bologna, si incontrano, vanno in scena e presentano al mondo le loro opere. Si chiama Teatro Ridotto e nel nome c’è anche un po’ della sua natura. Nato nel 1983 come gruppo d’attori, i fondatori del progetto, Lina Della Rocca e il regista Renzo Filippetti, negli anni l’hanno trasformato in un palcoscenico per artisti emergenti, che al pubblico racconta non solo lo spettacolo fatto e finito, ma anche tutto quel retroscena di allenamenti, esercizi e prove che trasformano un copione in una pièce, e le parole in gesti, voci e interpretazioni. “Noi non portiamo in scena solo i nostri spettacoli – racconta Della Rocca, attrice – ma investiamo molto sulla pedagogia. Ogni anno, infatti, promuoviamo diversi progetti rivolti ai giovani attori emergenti, ragazzi di talento che devono ancora esordire, farsi un nome proprio, e che perciò non hanno né una compagnia, né un posto dove rappresentare i loro lavori, né risorse. Insegniamo loro tutta la preparazione che un attore solitamente compie dietro alle quinte, prima dell’inizio dello spettacolo, offriamo loro un luogo dove esibirsi e, al contempo, sul nostro palco, questi giovani si conoscono, si scambiano i contatti, e spesso finisce che poi lavorano insieme”.

Alcuni vengono dall’Università di Bologna, con cui il Teatro Ridotto collabora, altri si conoscono tramite il passaparola, in un locale del centro o fuori città. Età media, tra i 24 e i 35 anni. “Ci sono moltissimi bravi attori ancora sconosciuti, anche perché iniziare questa carriera non è facile. Negli anni 80’, ad esempio – ricorda Della Rocca – c’era più collaborazione tra le realtà teatrali, ci si conosceva al di là dello spettacolo. Oggi quella pratica è caduta in disuso, ma noi vogliamo riportarla in auge, sconfiggere la solitudine dell’artista emergente”. Lo scambio e la collaborazione con altri gruppi teatrali, infatti, è un altro dei cardini attorno a cui ruota il Teatro Ridotto, che dal 1983 a oggi ha praticamente girato il mondo. Ha aderito a progetti internazionali, come “Il Ponte dei Venti” diretto da Iben Nagel Rasmussen, sempre dedicato al training pre spettacolo, e presentato i suoi seminari didattici in Francia, Danimarca, Polonia, Brasile, Cuba, Stati Uniti. Solo per fare qualche esempio. Tanto che, spettacolo dopo spettacolo, più di un grande artista ha collaborato con il Teatro Ridotto, da Eugenio Barba e l’Odin Teatret a Jerzy Grotowski, da Erri De Luca allo scrittore Stefano Benni, fino a Pippo Delbono e Tonino Guerra.

“Come diceva Alessandro Magno, non esiste l’impossibile per chi osa, e in trent’anni, partendo come stranieri a mani nude, per citare Eugenio Barba, tra difficoltà economiche e burocratiche, siamo riusciti a trasformare il nostro progetto in una realtà – spiega Della Rocca – in uno spazio dove recitare, e dove consentire a chi desidera intraprendere questa professione di dare prova di se stesso, farsi conoscere dal pubblico, inseguire il proprio sogno. Oggi la Casa delle culture e dei teatri, lo spazio del Teatro Ridotto, è finalmente riconosciuta dalle istituzioni”.

Inaugurata la nuova stagione teatrale, il 28 febbraio scorso, sul palco fervono le prove. Una dietro l’altra, che gli spettacoli anche quest’anno sono molti. “Siamo entusiasti, come sempre, e ovviamente ad aprire la stagione 2015 è stato un attore ‘senza nome’”. Il primo spettacolo in scena, infatti, è stato il “Reading Galera” di Enrico Ruscelli, “un giovane attore senza compagnia che collabora con diversi gruppi emergenti, conosciuti durante uno dei nostri seminari” spiega Della Rocca. E sempre originari del Teatro Ridotto sono Danilo de Summa, che il 12 marzo ha portato in scena il suo “L’Avversario”, Irene Lentini, che il 21 marzo salirà sul palco con “Ankou”, e Fedra Boscaro, semifinalista del Premio Scenario con “La casa di Asterione”, in calendario per il prossimo 21 marzo. Il 17, 18, 19 aprile, quindi, il Teatro Ridotto presenterà 3 proprie produzioni: “Ultima Notte”, “L’albero secco e l’acqua fresca”, e “Il mondo di Gelsomina”. Chiuderà la stagione 2015 sempre la didattica: “A maggio si terrà la settima edizione del progetto Finestre sul giovane teatro, anch’esso dedicato ai giovani attori esordienti, tra i 21 e i 28 anni, che di giorno apprenderanno i segreti del mestiere, e che la sera si esibiranno davanti al pubblico che vorrà partecipare. E’ un progetto internazionale, e ospiteremo il Gruppo Ueba dal Brasile, con lo spettacolo di clown Zao e Zoraida, il Theatre Total francese, con Alchimia corpo – testo, e il Filo dei Venti romano, con Almanacco”.