Un film porno girato sullo sfondo delle piramidi d’Egitto. A darne notizia è il sito dell’emittente Al Arabiya, secondo cui un “film pornografico” sarebbe stato girato “vicino” alle piramidi da non meglio precisati “turisti russi” e “postato su internet circa nove mesi fa” con tanto di sottotitoli in inglese, ma la vicenda è stata portata alla luce dai media egiziani solo nelle ultime ore. Un responsabile del “Fronte popolare per la difesa delle antichità egiziane” ha denunciato che nel video si vede – ma dal resoconto non si capisce intento a far cosa – una “guida turistica”. Inoltre compare “il nome di un’agenzia di viaggio egiziana”. Il filmato “è stato girato in pieno giorno e con la piena consapevolezza dei responsabili dell’area”, ha sostenuto Osama Kara, coordinatore del Fronte parlando in tv.

Secondo il Daily Mail, la donna protagonista del filmato sarebbe una pornostar occidentale chiamata Aurita, che nel filmato metterebbe a nudo alcune parti del proprio corpo e si lamenterebbe del panorama: “Cosa ci sarebbe da guardare qui? – domanderebbe la donna guardando nella telecamera – qui fa veramente schifo”. Una volta giunta in prossimità di una delle piramidi, Aurita esclamerebbe: “Guarda, non l’hanno neanche finita”. Il filmato terminerebbe con una scena pornografica che avrebbe come protagonista la stessa ragazza.

Il ministro delle Antichità, Mamdouh al-Damati, in un comunicato ha precisato che le riprese sono state condotte illegalmente da una “turista straniera” e ha annunciato che il caso è stato passato alla Procura. Il ministro ha segnalato che nel sito turistico sono state installate nuove telecamere di sorveglianza dopo che un avvocato egiziano ha sporto denuncia contro un alto funzionario di polizia accusandolo di agevolare le riprese di film porno. Il numero due di al-Demati, il segretario generale del Consiglio supremo delle antichità Mustafa Amin, sottolinea come “non sia stata data alcuna autorizzazione a filmare queste scene” e come “i siti archeologici siano inviolabili”. “Non è mai stata data un’autorizzazione – spiega – perché per autorizzare una registrazione video vi sono due condizioni: che il luogo non venga danneggiato e che le scene non siano contrarie alle tradizioni egiziane”.

La vicenda mette in imbarazzo le autorità del Cairo impegnate per il rilancio del turismo nel Paese. Le piramidi di Giza, alla periferia sud-occidentale del Cairo, e l’annessa Grande Sfinge sono i simboli dell’Egitto e le principali attrazioni di un turismo archeologico in crisi a causa delle violenze e del terrorismo che hanno accompagnato la doppia rivoluzione egiziana del 2011-2013.