Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle attaccano il governo Renzi, dalle riforme annunciate e non fatte (o fatte male, secondo i pentastellati, come il Jobs Act) alla questione Libia e immigrazione. Su Twitter il comico, nei giorni scorsi, ha lanciato l’hashtag #Renzivoltagabbana, criticandolo per “un anno di governo fatto solo di promesse mancate”, a parte il bonus degli 80 euro. E sulla Libia Grillo ha rincarato la dose, scrivendo sul suo blog: “Spezzeremo le reni alla Libia e se attaccherà Lampedusa la fermeremo sul bagnasciuga. Grazie a Renzie”. E’ davvero così? Il governo non ha mantenuto le promesse di riforma ed annuncia cose che poi non fa? Oppure l’azione del premier Matteo Renzi in questi primi dodici mesi si è rivelata concreta?
Ospiti in studio: Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle, Lia Quartapelle, deputata del Pd, la giornalista Rula Jebreal ed il tenente colonnello Gianfranco Paglia.

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Santoro: “Opa Rai? Dichiarazione d’amore di Renzi per Berlusconi”
Editoriale di Michele Santoro che, sulle note de “Le pansè” di Renato Carosone, apre la nuova puntata di Servizio Pubblico, esordendo: “Dio salvi il fu cavalier Berlusconi. E non solo quando era un mondo più divertente, quando la Polanco ballava con la parrucca della Boccassini e ora c’è la Boschi. Io che, a dire di Scalfari, conosco Berlusconi come Totò conosce Peppini avrei dei dubbi sull’Opa sulla Rai. Perché mi sembra una dichiarazione d’amore di Renzi nei confronti di Berlusconi”. E aggiunge: “Io Berlusconi gonfio i muscoli e a dicembre mi divido gli utili e mi compro la Rizzoli. Allora, Renzi, spiegalo tu agli italiani, perché sulle antenne della Rai lo Stato deve possedere il 51%. A bello! Matteo guarda che con la riforma della Rai rischi di metterti nelle mani degli aspiranti Tsipras. E se andrai da solo dovrai confrontarti con i dirigenti pubblici e con i grillini, sai che spasso. E tu tieniti pure il 51%, io prendo il 15%. E siamo contenti tutti e due. Tanto” – continua – “io punto a Telecom e alla banda larga, che è il vero affare. Io finisco come Gheddafi, ma tu fai la fine del governo libico, ché gli statali sono peggio dell’Is” (GUARDA IL VIDEO)

L’inferno in Libia: in fuga dall’Isis
Reportare realizzato da Luca Bertazzoni e da Roberto Pierbattisti in Libia, tra città-Stato e minaccia islamica. Due governi, quello di di Tobruk e quello di Tripoli, si contendono la legittimità. L’uno accusa l’altro di stare dalla parte dell’Isis. Intanto migliaia di persone si accalcano sul confine con la Tunisia per scappare dalle minacce dell’Isis. La maggior parte degli egiziani che fuggono dalla Libia vengono bloccate alla frontiera. Passano solo quelli che hanno un biglietto aereo. Le telecamere immortalano le manganellate delle forze dell’ordine contro gli egiziani che aspettano da giorni l’ingresso in Tunisia. “La Tunisia non ci vuole” – dicono in molti – “ma non possiamo andare verso l’Egitto, finiremmo nelle mani dell’Isis”. Gli esponenti dello Stato Islamico controllano la parte orientale del Paese e si sono spinti fino a Sirte, dove occupano interi quartieri (GUARDA IL VIDEO)

Di Battista: “Isis? Bisogna disarmarli. Napolitano? Uomo della Cia”
“Come combattere contro l’Isis? Che facciamo, buttiamo una bomba atomica? Il terrorismo è come una macchina. Senza benzina non si muove. La benzina sono gli aiuti finanziari degli Stati. E le armi”. Sono le parole di Alessandro Di Battista, che spiega: “L’Italia è il primo partner dei sauditi per la vendita di armi. Ora il mondo arabo ce l’ha con l’Occidente. Per colpa della mancata risoluzione del conflitto israelo-palestinese”. E accusa il mondo politico, dal centrodestra al Pd fino a Napolitano: “La Meloni accusa di aver destabilizzato la Libia? Ma lei era ministro del governo Berlusconi. Napolitano è stato un uomo della Cia all’interno del partito comunista. L’intervento in Libia dell’Italia è stato imposto. I tagliagole dell’Isis sono esecutori, ma ci sono dei mandanti. L’unica soluzione è disarmarli”. Il deputato del M5S poi auspica l’esclusione di Usa e Francia dal tavolo di discussione, a causa del conflitto di interessi per il petrolio (GUARDA IL VIDEO)

Quartapelle (Pd): “Di Battista fa un calderone in cui tutti sono cattivi”
“Abbiamo fatto un gran calderone in cui tutti sono cattivi”. Così Lia Quartapelle commenta l’intervento di Alessandro Di Battista e osserva: “Non è colpa di tutti: certo, ci sono flussi finanziari, certo, le armi vanno controllate, ma non possiamo generalizzare. L’ambasciatore Buccino è stato a Tripoli ed ha cercato di trovare un accordo tra le due parti in conflitto. Abbiamo cercato la soluzione diplomatica. Ora siamo disponibili a partecipare a iniziative decise a livello internazionale” (GUARDA IL VIDEO)

Paglia: “In tutte le nostre missioni non abbiamo mai fatto la guerra”
“In tutte le nostre missioni non abbiamo mai fatto la guerra, abbiamo cercato di portare sempre la pace”. Lo afferma il tenente colonnello Gianfranco Paglia, che aggiunge: “va fatta per proteggere il nostro Paese in primis e poi per salvaguardare la vita degli altri. E’ troppo facile far finta di non vedere e stare nel nostro Paese pensando che la cosa non ci riguardi” (GUARDA IL VIDEO)

La roccaforte di Sirte
Luca Bertazzoni è a Sirte, la città dove nel 2011 è stato catturato e poi ucciso Mu’ammar Gheddafi: oggi è contesa tra i miliziani della brigata di Misurata e gli esponenti dello Stato Islamico. I palazzi su cui sventolano le bandiere nere dell’Isis sono bersaglio degli strike aerei dell’esercito libico (GUARDA IL VIDEO)

De Angelis: “Renzi pensa a un patto del Nazareno con Putin”
De Angelis e Nazareno Renzoni rivelano che Renzi sta preparando una “mossa” per risolvere la questione libica, in modo da evitare l’intervento militare. Pensa ad una sorta di patto del Nazareno con Putin. E’ affiancato da Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega ai servizi segreti (GUARDA IL VIDEO)

Jebreal: “Non ci sono servizi segreti oggi in Libia”
“Non ci sono servizi segreti oggi in Libia, ci sono milizie armate che combattono tra di loro”. Sono le parole di Rula Jebreal, che spiega: “La situazione tra Libia e Siria è una situazione profondamente complessa ed intrecciata. Il ruolo di Putin, quello che vorrebbe avesse Renzi, è molto complesso: bisogna capire come Russia e nuova Libia potranno in futuro vivere insieme nello stesso mercato”. E aggiunge: “Renzi ha fatto un comizio di poca costanza. Ha parlato, ma non ha dato risposte. Putin potrebbe essere una soluzione per lui, ma Putin ha non una buona posizione per la nuova Libia” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Libia? Lady Pesc non pervenuta”
“Stasera purtroppo dobbiamo aprire con un drammatico appello per una persona misteriosamente scomparsa. Si chiama Federica Mogherini”. Così Marco Travaglio apre il suo editoriale dedicato all’ex ministro degli Esteri del governo Renzi. “E’ stata avvistata l’ultima volta a Bruxelles il 30 agosto 2014” – continua – “quando fu promossa Alto Rappresentante degli affari esteri Ue e vicepresidente Commissione Juncker. Da allora non ha più dato notizie di sé. Chiunque la avvistasse per strada, in un bar, su un autobus, sotto un ponte, è pregato di comunicarlo alla nostra redazione che si incaricherà di inoltrarle ai familiari, alla presidenza del Consiglio e alla Commissione Ue, che ne han perso le tracce da 6 mesi”. Il direttore de Il Fatto Quotidiano sottolinea ironicamente: “Qualche amico gliel’aveva detto: ‘Fede, guarda che ti stanno fregando, l’Europa non ha una politica estera, e se ce l’avesse non la darebbero a te’. Ma lei niente, non dava retta. A novembre però cominciò a sospettare. C’era da gestire la prima patata bollente: il negoziato a Vienna sul nucleare militare in Iran. Lady Pesc si mette tutta in ghingheri, vestito buono, valigie pronte, quando le dicono: ‘Stai pure a casa, viene la Lady Pesc uscente, la baronessa inglese Catherine Ashton, che ne sa di più’. Dagospia iniziato a canzonarla chiamandola Moscerini”. Travaglio elenca quindi i risultati sconfortanti del mandato di Federica Mogherini, soffermandosi sulla questione della Libia: “Il 5 febbraio la Mogherini accende la tele e vede la Merkel e il presidente francese Hollande che vanno a Kiev e Mosca da Putin per parlare di Ucraina, poi la Merkel vola da Obama. E lei? Niente, ma non per cattiveria: si son proprio scordati di invitarla”. E aggiunge: “Scoppia la crisi libica, l’Isis annuncia: siamo a sud di Roma, stiamo arrivando. Lei prepara una risposta europea. Ma anche stavolta le passano davanti tutti. Hollande è pronto alla guerra. Renzi indossa kepì e moschetto. Gentiloni: “L’Italia è pronta ad agire”. Gasparri vuole schierare le navi. Berlusconi offre massimo appoggio: ha un esercito di olgettine mercenarie pronte a tutto. Giuliano Ferrara al segnale convenuto è pronto a sganciarsi su Tripoli come arma chimica” (GUARDA IL VIDEO)

Quartapelle (Pd): “Mogherini? Forse Travaglio non invitato a incontri bilaterali”
Lia Quartapelle commenta polemicamente l’editoriale di Travaglio e afferma: “C’è bisogno di più Europa. Mogherini nei primi 100 giorni ha partecipato a 93 incontro bilaterali, forse lui ci è rimasto male perché non è stato invitato” (GUARDA IL VIDEO)

Di Battista (M5S) a Quartapelle (Pd): “Tagliatevi lo stipendio”
“Domani votiamo insieme il riconoscimento dello Stato della Palestina?”. E’ la domanda rivolta a Di Battista a Quartapelle. E osserva: “Domani mattina possiamo votare per la rottura dei rapporti commerciali con i Paesi che finanziano il terrorismo. Quartapelle ha smentito le posizioni da marines di Gentiloni e Pinotti. Prima di comprare gli F35 ci sarebbe da bonificare la terra dei fuochi”. Poi invita la Quartapelle e la sua compagine politica a tagliarsi lo stipendio (GUARDA IL VIDEO)

Anonymous: “Così combattiamo l’Isis in rete”
L’intervista esclusiva realizzata da Francesca Di Stefano ad Anonymous, il collettivo di hacker che sta facendo una cyber-guerra all’Isis. E rivela con quali armi viene combattuta la guerra online contro la propaganda dello Stato Islamico (GUARDA IL VIDEO)

Jebreal: “Isis emette 90mila tweet al giorno”
Rula Jebreal analizza la guerra di comunicazione con Anonymous e le dichiarazioni di Obama su Isis. E sottolinea: “Isis emette 90mila tweet al giorno. Solo Renzi potrebbe contrastarli su questo terreno” (GUARDA IL VIDEO)

Paglia: “I primi pacifisti siamo noi soldati”
Paglia puntualizza: “I primi pacifisti siamo noi soldati. Ci sono missioni che vanno bene, come Bosnia e Kosovo, come il Libano, ma altre che non vanno bene: si pensi alla Somalia, o alla situazione odierna dell’Iraq”. E aggiunge: “Diplomazia? Deve essere complicato mettersi al tavolo a parlare con l’Isis” (GUARDA IL VIDEO)

Mersin (Turchia): Trincia sulla rotta dei mercanti di uomini
Il viaggio di Pablo Trincia a Mersin, estremo sud della Turchia. È da qui che partono le grandi navi che portano i clandestini in Italia. Un business che frutta milioni di dollari alla mafia turca e siriana: “Compriamo le navi in Egitto a cifre ridicole”, racconta un trafficante, “e le portiamo qui, da dove poi salpiamo per l’Italia. Un investimento che ci frutta 30-40 volte il capitale iniziale”. Già pronto il prossimo viaggio: “I primi di marzo dovrebbe partire un’altra nave grande, molto grande, può contenere 2000 persone.” Ma chi sono le vittime di questo traffico? “Principalmente sono siriani, profughi appartenenti alla classe media. Il viaggio costa loro 5000 dollari”. La maggior parte dei profughi vive in alloggi di fortuna o in alberghi controllati dalle organizzazioni criminali: “Siamo qui da tre mesi, pronti per partire in ogni momento” (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio vs Quartapelle (Pd) su Mogherini: “Lei difende l’indifendibile”
Travaglio ribatte alle osservazioni critiche di Quartapelle sul suo editoriale: “Mogherini fa telefonate, fa cose… a noi è stato raccontato che il semestre italiano europeo avrebbe fatto sì che l’Italia e l’Europa avrebbero contato di più. È una bugia. Per le decisioni importanti si muovono Merkel e Hollande, non Mogherini”. E aggiunge: “Abbiamo una diplomazia internazionale ridicola a causa di ministri indegni.. Ho pietà per la Quartapelle che deve difendere l’indifendibile” (GUARDA IL VIDEO)

Paglia vs Travaglio: “Le nostre sono missioni di pace”
“Non posso permettere a Travaglio di far pensare che il soldato italiano parta per fare la guerra. Il soldato parte per portare la pace. Io ci ho rimesso le gambe”. Sono le parole di Paglia, a cui Travaglio ribatte: “”Si chiamano guerre, anche se noi le chiamiamo missioni di pace” (GUARDA IL VIDEO)

Di Battista: “L’immigrazione è un business, ecco perché non si fa niente”
“L’immigrazione e i rifugiati che scappano dalla guerra sono un business, per questo non si fa niente”. Lo afferma Alessandro Di Battista, che puntualizza: “I successi di cui parla Quartapelle sono inesistenti. Il M5S ha presentato due soluzione: quote di immigrati in Europa e la possibilità di costruire con fondi europei strutture che controllino in loco chi ha veramente diritto di partire” (GUARDA IL VIDEO)

Ruotolo: “L’arrivo dei mercantili che viaggiano sulla rotta turca”
In collegamento Sandro Ruotolo che si trova a Porto di Corigliano Calabro, dove si trova l’unica nave-bestiame arrivata dalla Turchia. E racconta l’arrivo dei mercantili che viaggiano sulla rotta turca (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “I miliardi di Gheddafi in cambio della pace in Libia?”
Editoriale di Gianni Dragoni, che analizza la situazione libica e spiega le fortune, nascoste in giro per l’Europa, appartenenti al colonnello Gheddafi: “L’unica soluzione per la Libia sono le bombe?Vediamo. Gheddafi aveva nascosto in giro per il mondo una fortuna in nero stimata in 80 miliardi di dollari. La famiglia Gheddafi ha sempre investito nelle più grandi banche, come Hsbc, quella della lista Falciani. Tra le banche più vicine alla famiglia Gheddafi c’è la Royal Bank of Scotland”. E aggiunge: “All’aeroporto di Mosca è bloccato un tesoro di 20 miliardi di euro. Si ipotizza possa essere denaro di Gheddafi. Un miliardo di dollari è stato rintracciato in Sudafrica, tra depositi bancari, diamanti, lingotti d’oro. Il vero tesoro di Gheddafi, 179 miliardi di dollari, è stato scoperto tra Johannesburg e Pretoria. Il governo del Sud Africa ha annunciato: ‘ beni verranno restituiti alla Libia in conformità con i protocolli dell’Onu'”. Dragoni chiosa: “Con la confusione che c’è in Libia è arduo capire chi sia il governo autorizzato a riavere i beni” (GUARDA IL VIDEO)

Jebreal: “Sconcertante che Quartapelle e Renzi non abbiano proposte”
“Sono sconcertata dal fatto che Quartapelle e che il governo non abbiano proposte concrete per smuovere la situazione”. E’ il commento di Rula Jebreal, che aggiunge: “La tragedia nella politica è non avere una strategia e da quello che ho sentito non c’è un modello cui l’Italia tende ad ispirarsi” (GUARDA IL VIDEO)

Il viaggio nel Cie di Lampedusa e i soldi che non arrivano ai migranti
Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa può accogliere un massimo di 300 migranti. In alcuni periodi, però, arriva a contenerne più di mille. La struttura è del Ministero degli Interni ma è gestita dalla Confraternita della Misericordia. Per ogni profugo l’ente riceve 32,90 euro al giorno, con i quali deve garantire i beni di prima necessità. Ma gli ospiti del centro sostengono che non va sempre così: “Mangiamo poco e non ci danno i 5 euro che ci spettano di diritto ogni due giorni”. Soldi che i contribuenti versano, la Misericordia incassa ma ai migranti, a quanto pare, non arrivano. “Qui ci sono mafia libica e mafia italiana associate”, dicono a mezza voce alcuni dipendenti della confraternita. Reportage di Giulia Cerino e di Giuseppe Borello (GUARDA IL VIDEO)

L’impero della confraternita della Misericordia in Calabria
A Isola Capo Rizzuto, in Calabria, la confraternita della Misericordia gestisce il centro d’accoglienza più grande d’Europa. Prima il CARA di Isola, poi quello di Lampedusa: la rete delle Misericordie continua a vincere appalti. Un impero che nasconde, però, delle ombre. Una di queste si chiama: “Il Quadrifoglio”, la società di catering che fornisce cibo a entrambi i centri. Il proprietario è Pasquale Poerio, cugino di Fernando e Antonio, ex titolari della Vecchia Locanda, fornitrice per anni della Misericordia e chiusa, poi, per rischio di infiltrazione mafiosa. Oggi, nel Quadrifoglio, ci sono sempre loro. E quando chiediamo una spiegazione a Leonardo Sacco, vicepresidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie, ci dice: “Non sono tenuto a rispondere a queste domande”. Servizio di Micaela Farrocco (GUARDA IL VIDEO)

La confraternita della Misericordia e il Ncd
Il Centro di Identificazione ed Espulsione di Lampedusa è gestito dalla Confraternita della Misericordia, che si è aggiudicata l’appalto tramite procedura negoziata. Oltre al centro lampedusano, la confraternita gestisce anche il Cie di Isola Capo Rizzuto, in Calabria. Ma chi sono i membri che compongono le Misericordie? Ai suoi vertici, nazionale e locali, spesso si avvicendano personaggi appartenenti o vicini al Nuovo Centro Destra come Daniele Giovanardi, fratello gemello dell’ex ministro, Lorenzo Montana, suocero del fratello di Angelino Alfano, e Gabriele Brunini, candidato alla presidenza della provincia di Lucca. Servizio di Giulia Cerino e di Giuseppe Borrello (GUARDA IL VIDEO)

Travaglio: “Rottamiamo tutto tranne chi sfrutta”
“Ancora non si riesce a fare una legge per cui ogni appalto deve essere dato con bando pubblico?”. E’ la domanda che pone Marco Travaglio, che osserva, a proposito del coinvolgimento del fratello gemello dell’ex ministro Giovanardi nella Confraternita Misericordia di Modena, ora a rischio fallimento: “Rottamiamo tutto tranne chi sfrutta” (GUARDA IL VIDEO)

Renzoni: “RaiWay? E’ solo il primo atto della riforma Rai”
Silvio Berlusconi ha provato a mettere le mani su RaiWay e sui ponti della Rai. È una mossa politica che il Cavaliere considera la madre di tutte le battaglie: la riforma della televisione pubblica. E Renzoni conferma le parole di De Angelis: “Questo è solo il primo atto della riforma Rai” (GUARDA IL VIDEO)

Di Battista (M5S): “Il ministro Alfano deve dimettersi”
“Cosa deve fare ancora il ministro Alfano per essere sfiduciato? E’ successo di tutto”. Lo chiede Di Battista a Quartapelle. E aggiunge: “Renzi e Berlusconi sono la stessa identica cosa” (GUARDA IL VIDEO)

Quartapelle vs Travaglio: “Nel patto del Nazareno non c’era RaiWay”
“Il patto del Nazareno si è rotto, anche se in questi giorni si sta ricamando sul caso RaiWay. Nel patto del Nazareno non c’era Rai Way. È arrivata un’offerta troppo alta, per il 66%, che però non si può presentare perché un decreto lo vieta”. Sono le parole di Lia Quartapelle, a cui replica Travaglio: “Vi conviene che esista il patto del Nazareno, altrimenti tutte le colpe di ciò che fate ricade solo su di voi”. “No, conviene a lei” – ribatte la Quartapelle – “altrimenti cosa ci racconta?”. “Un anno fa sul Fatto Quotidiano Fabrizio D’Esposito ha fatto un’inchiesta sul contenuto del patto del Nazareno” – spiega Travaglio – “e ha scoperto che c’erano: affari per Mediaset, come la messa in borsa di una quota di RaiWay. Fatto. C’era scritto: ‘Tutti tranne Prodi’. Fatto. C’era scritto: ‘Non si tocca il falso in bilancio’. E ancora: ‘favori fiscali’ e la responsabilità civile dei giudici, uno dei pochi punti del piano di Rinascita della P2 che non era stato ancora realizzato” (GUARDA IL VIDEO)

Dragoni: “Le mosse di Berlusconi: da RaiWay a Telecom”
Gianni Dragoni spiega tutte le mosse di Silvio Berlusconi per acquistare Ray Way: “Piersilvio Berlusconi ha fatto intendere che l’offerta non è ostile. Berlusconi vuole rivitalizzare Mediaset e vendere i debiti come Premium”. E aggiunge: “Da anni Mediaset prova a prendere Telecom, oggi l’obiettivo è prenderla fondendola con Mediaset” (GUARDA IL VIDEO)

Le vignette di Vauro: dal Jobs Act all’Isis
Gran finale con le vignette satiriche di Vauro che racconta la settimana appena trascorsa: dal Jobs Act alla minaccia del terrorismo islamico fino all’incontro di Grillo e Casaleggio con Mattarella e al caso RaiWay (GUARDA IL VIDEO)