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La lettera di Pierpaolo Di Gennaro
25.02.2015

Festival degli sprechi

Egr. direttore Gomez,

 

pur consapevole delle innumerevoli email che riceve quotidianamente, spero abbia il tempo di leggere quanto segue.

 

Continua imperterrito il festival dello spreco nonostante dalle istituzioni si moltiplichino gli inviti ad un atteggiamento responsabile all’utilizzo del danaro pubblico: che sia solo propaganda governativa.

 

Si apprende dall’ANSA:

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Luca Lotti hanno firmato un provvedimento che assegna 20 milioni di euro già approvati dal Cipe nell’agosto scorso per la riqualificazione del porto di Piombino al fine di adibirlo a sito per lo smantellamento di navi. Il Cipe metterebbe adesso i 20 milioni a disposizione della Regione Toscana che, a sua volta, provvederebbe a trasferirli all’Autorità portuale di Piombino. Sarà quest’ultima infatti, sottolinea la nota del Comune di Piombino, ad indire la gara di appalto per il completamento delle banchine necessarie alla demolizione e per il refitting delle navi soprattutto militari.

La notizia ci ha lasciato basiti e preoccupati alla luce dell’ incongruenza da un punto di vista di politica industriale nazionale e di gestione delle risorse pubbliche.

Nella sostanza il fatto che ci sia stata questa decisione governativa, bloccherebbe quelle attività imprenditoriali che sono già da tempo in atto e che potrebbero sin da subito provvedere all’esigenza oramai improrogabile ed urgentissima della MMI di dover demolire i relitti “miracolosamente” galleggianti nei suoi arsenali. Nel frattempo si dovrebbe attendere che si attui il programma finanziario, la stipula della gara, i tempi della gara ed infine la costruzione vera e propria del sito portuale : nella migliore delle ipotesi 4 o 5 anni che sono assolutamente incompatibili con l’urgenza sopra esposta.

 

Proviamo sinteticamente ad esporre il nostro parere.

 

I costi: già da alcuni mesi la MMI ha in suo possesso una proposta tecnica puntuale e circostanziata, che prevede di demolire tutto il suo parco relitti a costo zero. Tale proposta è attuabile con decorrenza immediata. Nella soluzione “Piombino” invece, fermi restando i tempi lunghi ed incerti sopra spiegati e l’enorme stanziamento iniziale necessario per attrezzare la struttura portuale, occorrerebbe prevedere un ulteriore e importante (nonché inutile) stanziamento economico per poter trasferire a norma i relitti della MMI dai siti arsenalizi ove sono oggi al sito finale di Piombino. La normativa che legifera tale procedura è quella della convenzione di Hong Kong riportata nella normativa UE 1257 del 2013.

 

In estrema sintesi i relitti, prima di essere spostati, devono essere mappati cioè si deve individuare la quantità e la qualità dei materiali/rifiuti pericolosi e dopo l’opera di mappatura occorre eliminare qualsiasi possibilità che tali materiali/rifiuti si disperdano nell’ambiente. Per la cronaca tali attività sono per legge a carico della MMI quindi della collettività. I relitti poi devono essere messi in condizione di navigare, il Registro ne deve accertare e certificare la navigabilità ed infine occorre evidentemente affrontare i costi di trasporto. Tutto ciò naturalmente tenendo in conto delle condizioni pessime dei relitti e quindi dei rischi obiettivi che dovrebbero correre nel caso di rimorchio dai siti attuali al porto di Piombino, che peraltro e per i motivi sopra citati in alcuni casi appare impossibile.

 

La scelta strategica: Oltre ai costi e ai rischi inutili sopra elencati, tale scelta appare incomprensibile poiché, trasferendo i relitti, si rinuncerebbe ad effettuare il lavoro di demolizione e di riciclo dei materiali negli arsenali della MMI, che sono una risorsa statale determinante e che sono il luogo tecnicamente migliore e più sicuro ove effettuare tale impresa in quanto esistono gli uffici preposti della MMI che oltre a fungere da controllori della corretta procedura di demolizione e smaltimento hanno da sempre seguito le fasi di manutenzione e demolizione delle navi e dove esistono già i poli industriali della navalmeccanica con competenze specifiche nell’ambito di riferimento e in conclusione si possono affrontare le operazioni di demolizione e riciclo nel modo più conveniente e con minori rischi.

 

Quindi per favorire una scelta di politici, si penalizzano gravemente la polis, l’industria navalmeccanica e i beni della Nazione rappresentati dai tre siti esistenti di Spezia, Taranto e Augusta, che già il governo dovrebbe avere in carico di attenzione per la gravissima situazione venutasi a creare con la progressiva contrazione del mercato nazionale nonché la riduzione dei bilanci della Difesa sull’esercizio. Non appare quindi difficile ipotizzare che da molti punti di vista, programmatico, sociale, imprenditoriale, sindacale una tale scelta provocherebbe l’ennesima rottura tra politici e esigenze del sistema paese. Insomma si continuano a propinare processi che non hanno nessun fondamento razionale e né possibilità di realizzazione.

In verità l’ultimo business che si sono inventati i politici è mettere le mani sui rottami di stato (altro che auto blu!) solo il ministero della difesa ha maneggiato con disinvoltura beni mobili dismessi per 2 miliardi di € e li ha affidati nelle sapienti mani di pochi meriuncielli che hanno provveduto a far sparire la “merce”.

 

A proposito colpevole ignara del nuovo corso dell’appropriazione indebita ad opera di politici è una società che nel 2008 consegna all’allora gabinetto del ministro della difesa un progetto costato in ricerca circa 300.000 € . In pratica il progetto era un piano di dismissione dei beni mobili dell’amministrazione difesa in grado di portare i massimi benefici alla pubblica amministrazione. Manco a dirlo i furboni della politica si appropriano indebitamente del progetto / processo e lo modificano adattandolo alle proprie esigenze ( e non è roba da poco si chiama appropriazione indebita di processo industriale ). Da allora ad oggi si avvicendano i governi ma la banda del buco è rimasta al suo posto! vedi AID / Difesa Servizi Spa

 

Ovviamente di quanto scritto vi sono prove circostanziate puntuali e così lampanti da lasciarci inorriditi sul livello di tracotanza raggiunta . Depredano alla luce del sole e nessuno fa nulla : Povera Italia

 

Pierpaolo Di Gennaro

www.efficientitalia.it

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