La crisi del patto del Nazareno e l’elezione di Mattarella sembrano avvantaggiare il Pd (sale di un punto e passa al 38%) mentre Forza Italia resta ferma all’11,5%. Flessione per la Lega nord che piega sui il 15,5% dei consensi (-0,5%) come pure il Movimento Cinque Stelle registra un nuovo leggero calo e si attesta al 17. Stabili gli altri partiti. E’ quanto emerge dal sondaggio condotto dall’Istituto Piepoli per l’agenzia Ansa. Questo il quadro complessivo (tra parentesi la variazione percentuale rispetto alla settimana precedente): Pd 37% (+1 ), Sel 4,5, altri di centrosinistra 1. Forza Italia 11,5%, Ncd-Udc 4,5 (-0,5), Fdi 3,5, Lega Nord 15,5, altri di centrodestra 0,5%. M5s 17% (-0,5). Altri partiti 4,0% (-0,5).

Torna a crescere, invece, secondo un sondaggio dell’istituto Demopolis per Otto e mezzo (La7), la fiducia nel governo Renzi. Un anno fa Giorgio Napolitano conferiva l’incarico di formare il nuovo governo al segretario del Pd e 12 mesi dopo, 4 italiani su 10 esprimono un giudizio positivo sull’operato dell’esecutivo. Più alta – secondo l’indagine – è la fiducia degli italiani nel presidente del Consiglio. Dal 42% dei giorni dell’insediamento a Palazzo Chigi al 60%, rilevato nel giugno scorso dopo il successo del Pd alle Europee. Dopo un calo al 43% a metà gennaio, la fiducia è tornata a crescere con la scelta di Mattarella al Quirinale. Nei giorni scorsi, tuttavia, un sondaggio di Lorien Consulting aveva segnalato come la popolarità del governo Letta fosse più alta rispetto all’esecutivo attuale.

Oggi il 48% degli italiani esprime apprezzamento nei confronti di Renzi. Un dato nettamente superiore a quello degli altri leader politici, con il solo Salvini identificato, per il momento, quale possibile competitor. Dopo un anno a Palazzo Chigi, alcune caratteristiche sono attribuite, più di altre, dall’opinione pubblica al capo del governo: il 68% riconosce a Renzi una estrema determinazione; la maggioranza assoluta rileva il forte carisma, accompagnato, per il 47%, da una dose di spregiudicatezza politica. Il 45% ne apprezza la rapidità nelle scelte, mentre il 42% segnala una certa approssimazione. Prescindendo dalle valutazioni nel merito, sono tre – nel ricordo spontaneo degli intervistati – le iniziative del primo anno di Governo più note agli italiani: il 75% cita gli 80 euro in busta paga, il 53% la riforma costituzionale del Senato, il 40% la riforma del mercato del lavoro. In testa alle scelte più apprezzate del governo, si confermano, per 6 italiani su 10, gli 80 euro per i lavoratori dipendenti con meno di 1.500 euro al mese; il 47% indica gli sgravi contributivi sulle nuove assunzioni nel 2015, il 45% gli interventi di edilizia scolastica, il 41% la scelta di Raffaele Cantone all’Autorità nazionale anticorruzione, anche per vigilare sugli appalti dell’Expo.

Che cosa resta invece ancora incompiuto, secondo l’opinione pubblica, nell’azione di governo avviata un anno fa? Nella percezione del 71% dei cittadini intervistati è mancata la riduzione delle tasse; il 66% indica l’assenza di risultati tangibili in tema di ripresa economica ed occupazionale del Paese. Segnalazioni critiche anche sulle azioni, ritenute timide, in materia di spending review e di contrasto all’evasione fiscale.

Sulle modalità dell’esecuzione di entrambi i sondaggi è possibile consultare www.sondaggipoliticoelettorali.it.