“Non accetterò che un cane antidroga sia puntato contro un mio studente”. E così è stato, tant’è che Ludovico Arte, preside dell’Istituto Marco Polo di Firenze, ha impedito il controllo delle unità cinofile nella sua scuola. Una presa di posizione che ha scatenato un forte dibattito tra i dirigenti scolastici del capoluogo toscano. “Nella maggioranza dei casi i cani trovano poca roba – continua Arte – E chi viene beccato con qualche sostanza il giorno dopo torna a farlo”. Di tutt’altra idea Valerio Vagnoli, preside del Istituto Saffi, che recentemente ha chiesto e ottenuto un nuovo blitz a scuola: “I controlli servono, sono un deterrente. E questo consente di intervenire non solo da un punto di vista penale”. “Il preside chiede di sospendere la lezione, gli studenti escono e il cane li annusa”, spiega Yuri, poliziotto dell’unità cinofila. Che poi chiarisce: “Quasi sempre troviamo droga, ma segnalazioni (verso persone specifiche, ndr) fino ad adesso non sono state fatte”. Per Arte, la lotta alla droga “è un gioco che si vince se tu crei benessere: un ragazzo smette se trova una ragione per smettere, e la trova se lo convinci che fare scuola è importante”  di Max Brod