Contestato al punto di non poter entrare nella sede del Partito democratico per il colloquio con Matteo Renzi per le consultazioni per il presidente della Repubblica. Il giorno dopo lo scontro, l’ex M5S Walter Rizzetto scrive su Facebook: “Sappiate che ho riconosciuto in voi poco Ghandi ma molto Iosif Stalin. Poco Ghandi ma molto Augusto Pinochet. Poco Ghandi e poco Beppe Grillo, almeno quello che si conosceva un tempo. Chi parla di sola contestazione verbale, sbaglia o mente intenzionalmente. Avevamo cercato di denunciare questa possibile deriva mesi fa, sempre inascoltati e derisi”. Mentre gli ex colleghi faticano a condannare il gesto, chi ha espresso solidarietà al parlamentare è stato lo stesso Renzi in assemblea con i suoi: “E’ inaccettabile ciò che è avvenuto sotto il nostro partito”.

Nel gruppo che attaccato l’ex che solo poche ore prima aveva fatto una conferenza stampa per annunciare l’addio insieme ad altri 9 parlamentari grillini, ci sono facce note al Movimento 5 Stelle romano. Presenti (come si vede in una foto su Facebook) alla contestazione: Tiziano Azzara, consigliere del primo municipio di Roma e sotto accusa per aver votato per la vicepresidenza il collega de “La Destra”; poi Massimo Lazzari, ex collaboratore in Parlamento della deputata (ora esponente del direttorio) Carla Ruocco; presenti anche gli attivisti Marco Morbioli, Carlo Chiossi e Cesare Lanzoni.

“Noi siamo assolutamente contro ogni forma di violenza”, ha detto la deputata M5S Carla Ruocco su Radio24, “io sono una non violenta. Avrei voluto che anche Renzi o la Boldrini avessero preso le distanze quando una nostra collega è stata malmenata in Aula mentre loro regalavano 7,5 miliardi della Banca d’Italia alle banche. Rizzetto e gli altri fuoriusciti sono persone che hanno tradito una causa, senza se e senza ma. In politica come ovunque ci sono traditori, questi fanno parte di quella categoria per quel che mi riguarda”.

Rizzetto in un lungo post su Facebook racconta quello che gli è successo: “Chi parla di sola contestazione verbale, sbaglia o mente intenzionalmente. Ho visto agenti delle forze dell’ordine cadere a terra, fotografi calpestati, spinte, gomitate, urla e forse qualche sputo che non sono riuscito ad intercettare per la scarsa mira, probabilmente, dei signori. L’escalation del #M5S è direttamente proporzionale alla discesa nei consensi, evidentemente; ma attenzione: passaggi come questi accendono un campanello di allarme nelle testa degli italiani, accendono un pensiero, una autodifesa innata, una attenzione che dal dopoguerra è nel nostro dna”.