“C’hanno ripetuto che il Colle non era nel patto del Nazareno, ma oggi il vicesegretario Pd Deborah Serracchiani ha detto che non si può scegliere il prossimo presidente della Repubblica senza Berlusconi , questo non è un patto ma una trattativa continua e segreta”. Così Pippo Civati, parlamentare Pd, commenta le ultime dichiarazione sul futuro Capo dello Stato, durante la presentazione, alla Feltrinelli di Galleria Alberto Sordi a Roma, del suo libro ‘Appartiene al Popolo’, scritto insieme al costituzionalista Andrea Pertici. “La linea del Pd è imperscrutabile, non si capisce, Renzi dice no ai veti, ma Berlusconi poi è fondamentale, io spero che il parlamento sia protagonista e tutti i voti siano uguali” afferma Civati. “Nel 2013 c’era un ingorgo reale, oggi lo abbiamo creato artificialmente, doveva essere sospeso il percorso delle riforme, per evitare anche quegli emendamenti che sembrano segnali, messaggi rivolti ad una parte” aggiunge. E poi chiede al M5s di non autoescludersi come in passato: “La sospensione delle quirinarie è un passo in avanti, ma spero che vogliano partecipare davvero alla partita dal primo scrutinio”. Poi in sala parla del rischio di alcune scorciatoie. “Per evitare nomi ingombranti, divisori, si punti su perfetti sconosciuti, un presidente minimalista, verso cui il M5s potrebbe essere attratto per la loro ossessione del passato, ma Prodi, Amato o Monti non sono la stessa cosa, ognuna rappresenta uno schema politico diverso” sostiene il deputato democratico. “Io a Prodi voglio bene, l’ho votato e lo voterei ancora, per me – continua – è stato uno sbaglio politico non nominarlo due anni fa, è il candidato potenzialmente più autorevole in campo, ma vorrei tutelarlo visto lo spettacolo precedente” spiega Civati. “Se Grillo parla di casta, e dal suo blog scrive che sono tutti uguali, di nuovo non ragioniamo e si rischia di rivivere le notti del 2013, non capisco perché dobbiamo parlare soltanto con Berlusconi, ci sono tutti gli altri parlamentari ” chiosa  di Irene Buscemi