Concorsi fantasma, assunzioni che non esistono e bandi che, se sono veri, avrebbero dovuto favorire solo pochi. Qualsiasi ipotesi lascia pensare che in Calabria, durante la campagna elettorale per le ultime regionali, qualcuno voleva speculare sulla fame di lavoro. E dai primi elementi che emergono, la storia sembra torbida.

Gli uffici postali della zona di Africo, Bovalino e San Luca (zona ad alta densità mafiosa) nei giorni scorsi sono stati presi d’assalto dai giovani disoccupati con in mano la domanda di assunzione a “Calabria Verde”, l’ex Afor, la società in house che si occupa della forestazione. Con loro avevano un modello prestampato, con tanto di logo dell’ “Azienda Calabria Verde”, attraverso il quale hanno chiesto “di essere inseriti nell’organizzazione interna dell’Ente, istituito per gestire progetti del programma comunitario 2014/2020, che dovrà procedere alla copertura del fabbisogno conseguente alla cessazione dal servizio del personale, assumendo le percentuali in materia di turn over compatibilmente alle risorse finanziarie”.

Un modellino dettagliato in cui la società della Regione Calabria avrebbe specificato che i nuovi assunti sarebbero stati impiegati nel settore “amministrativo, nella prevenzione antincendio boschivo, tutela, conservazione, sorveglianza idraulica e difesa del suolo, prevenzione e risanamento dei fenomeni di dissesto idrogeologico anche nelle aree protette”.

Una manna dal cielo per i tanti disoccupati della Locride che, come richiesto nella domandina di assunzione, hanno allegato anche la carta di identità, la fotocopia del codice fiscale e i documenti relativi al titolo di studio e ai corsi di formazione sostenuti. In un primo momento la domanda di assunzione sarebbe stata distribuita solo a pochi “eletti”. La macchina (o truffa), però, si è inceppata. Il prestampato è stato fotocopiato e distribuito. Si è diffusa la notizia delle code negli uffici postali della provincia jonica di Reggio Calabria e di alcuni litigi degli aspiranti forestali in fila agli sportelli per presentare la domanda di assunzione a “Calabria Verde”. Su il Garantista, i vertici della società in house fanno sapere che è tutta una “bufala” e hanno smentito l’esistenza di assunzioni all’ex Afor.

Resta da capire chi è stato a mettere in circolo il modellino prestampato e a promettere posti di lavoro fantasma. E infine, cosa ancora più grave, se la beffa delle false assunzioni sia legata alle elezioni regionali che, in Calabria, sono state vinte dal centrosinistra e dal Partito Democratico.

Una cosa è certa: il consigliere regionale Nicola Irto non ne sapeva nulla e ieri mattina ha presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata al presidente della Giunta Mario Oliverio chiedendoli “se sia a conoscenza del fatto che, nella provincia di Reggio Calabria ed in particolare nella fascia jonica, già durante la fase di campagna elettorale delle scorse elezioni regionali, circolassero tra la cittadinanza moduli di domanda su carta intestata di ‘Azienda Calabria verde – ufficio distrettuale di Reggio Calabria’”.

“Si tratta di una situazione anomala – aggiunge Irto – dal momento che sul sito della stessa azienda non esiste alcun riferimento relativo a queste domande che ancora oggi continuano a circolare ed anche in considerazione del fatto che, essendo una società dipendente della Regione Calabria, necessariamente ogni eventuale iniziativa di assunzione deve essere pubblica”. Adesso spetta al presidente Oliverio rispondere all’interrogazione protocollata dal consigliere regionale del suo stesso partito. Prima che lo faccia la Procura della Repubblica.