L’eco delle polemiche sulla Salva-Berlusconi ancora non si è spenta. Eppure Silvio Berlusconi non ci ha pensato un minuto di più e, tramite i suoi legali, ha depositato al Tribunale di Sorveglianza di Milano la richiesta di liberazione anticipata nell’ambito dell’affidamento in prova ai servizi sociali di un anno concesso lo scorso aprile in seguito alla condanna definitiva per il caso Mediaset.

Quattro righe inserite nel decreto in attuazione della delega fiscale licenziato la vigilia di Natale avrebbero di fatto “graziato” l’ex Cavaliere condannato dalla Cassazione, ma l’inciucio è stato svelato e ci è stata una marcia indietro del governo di Matteo Renzi.

“Il progetto rieducativo si è arricchito dello svolgimento dei lavori di pubblica utilità (…) da cui ha accolto con entusiasmo uno spunto di riflessione sulla condizione degli anziani” si legge in uno dei passaggi della richiesta del leader di Forza Italia. Dopo il verdetto degli ermellini la difesa aveva chiesto e ottenuto l’affidamento ai servizi sociali. L’ex premier aveva iniziato il suo percorso all’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Milano). A luglio però per il condannato e affidato era arrivato un cartellino giallo per le dichiarazioni contro la magistrature ed era stato diffidato dal giudice di Sorveglianza Beatrice Crosti. Quella diffida è entrata a far parte delle valutazioni in vista dell’esito ”finale della prova” e potrebbe inficiare in qualche modo la concessione della libertà anticipata di 45 giorni dopo i primi sei mesi. Ma sarà il giudice a decidere.

L’ex premier, nell’istanza ha spiegato di aver rispettato le prescrizioni disposte, in base alle quali ha modificato le proprie abitudini di vita e la propria attività politica. Ha precisato i motivi delle frasi da lui pronunciate durante le trasmissioni Porta a Porta e Piazza Pulita e davanti al Tribunale di Napoli. Frasi ritenute dal giudice della Sorveglianza Beatrice Crosti non consone e per le quali – in particolare per le affermazioni durante il processo napoletano – ha rinnovato le sue “scuse”. Per questo ha sottolineato che dopo questi primi sei mesi di affidamento in prova “pare possa ritenersi acclarata” l’evoluzione positiva della sua personalità grazie al precorso intrapreso.

La liberazione anticipata consiste in una riduzione di pena di 45 giorni ogni mese di pena scontata concedibile dal magistrato di Sorveglianza, su specifica domanda del detenuto, solo quando il giudici ravvisa la mancanza di rilievi disciplinari e la “prova di attiva partecipazione all’opera di rieducazione“. Il giudice dovrà acquisire la relazione dei servizi sociali e il parere del pm. La decisione del Tribunale di Sorveglianza non inciderà in ogni caso sull’agibilità politica di Berlusconi, che in base alla legge Severino non sarà candidabile fino al 2019.