Le foto dell’ex fidanzata in momenti intimi sono comparse sulla bacheca Facebook del colonnello Alberto Giordano l’ultimo dell’anno. Insieme alle immagini anche una lettera, scritta dallo stesso Giordano, con offese e ingiurie a lei e alle madre: “Siete false come i vostri bilanci”. Così per alcune ore, la rottura tra la coppia molto nota a Modena, lui ex comandante della Guardia di finanza in città (dal 2011 in servizio a Trento) e lei stilista affermata dell’azienda di moda Mgs Formigine, ha fatto il giro di social network e mezzi di informazione. Le immagini sono state cancellate in tutta fretta da Giordano, ma la denuncia della Severi era ormai già partita. Per questo il 5 gennaio la Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per stalking e diffamazione. Già prima del 31 dicembre, la stilista aveva fatto denuncia, anche in questo caso contro ignoti, per il danneggiamento della sua auto e per la comparsa di alcuni volantini dai contenuti offensivi davanti all’azienda di famiglia. I pm di Modena dovranno ora capire se tra questi fatti e la pubblicazione online di quelle foto ci sia una relazione.

A fare discutere più di tutto nella vicenda è stata la pubblicazione delle fotografie che riproducono una lettera scritta a mano, apparentemente proprio dall’ufficiale delle Fiamme gialle. Due pagine indirizzate alla stilista piene di rancore, insulti, parole scurrili e offese personali riguardanti la vita privata della ex e di tutta la sua famiglia. In più, nella stessa lettera, ecco l’accusa alla azienda di presunte (e mai emerse) irregolarità fiscali: “Siete false come i bilanci della Mgs”. In poche ore, complice Facebook, la notizia delle foto online è arrivata a Severi che il 31 dicembre stesso è andata a fare denuncia. Nel pomeriggio Giordano, che in quei momenti avrebbe ricevuto telefonate da persone vicine alla sua ex, ha subito cancellato le immagini dalla sua pagina social. Ma oramai il danno era fatto, anche perché il giorno successivo, il primo gennaio, un quotidiano online riporterà il contenuto della lettera stessa.

“Non so come possa essere accaduta una cosa simile – ha spiegato il colonnello Giordano al Resto del Carlino del 2 gennaio – Mi stanno chiamando tutti, qualcuno si è introdotto nella mia pagina Facebook, non c’è dubbio. Nominerò un perito, farò una denuncia contro ignoti, è una faccenda incredibile. Ormai la privacy non esiste più, ma una cosa del genere non è tollerabile”. Peraltro, se mai fosse dimostrato che l’autore di quelle righe e della loro pubblicazione online è lui, il colonnello Giordano potrebbe dover spiegare perché non abbia fatto nulla contro le presunte irregolarità fiscali che sarebbero state commesse e di cui si parla nella lettera.

“La condotta del colonnello Giordano, considerando anche l’alto incarico che ricopre, non merita commenti – ha scritto in una nota l’avvocato della Severi Alessandro Sivelli – Le affermazioni ingiuriose riportate nella lettera a firma del colonnello oltre a essere false, appartengono comunque a rapporti e vicende private che non hanno alcuna rilevanza e interesse pubblici. Conseguentemente la loro diffusione configura ipotesi di diffamazione ed è per questo che vi chiedo di rispettare il diritto alla riservatezza della mia cliente e non diffondere ulteriormente il contenuto di tali affermazioni”. Anche la azienda Mgs si è difesa dalle accuse contenute in quelle lettere: “I riferimenti a presunte irregolarità contabili sono falsi e la società ha già dato mandato all’avvocato di agire giudizialmente per tutelare la propria immagine”.

Il colonnello si era cancellato da Facebook il 31 dicembre stesso. Il 6 gennaio il suo profilo utente è tornato attivo e sulla bacheca sono comparse le foto di una lettera autografa di scuse: “Francesca”, ha scritto Giordano, “voglio manifestarti pubblicamente le mie profonde e sincere scuse per quanto accaduto con delle modalità che non appartengono alla mia cultura e al mio modo di essere che tu conosci, sebbene in un momento di sconforto per la consapevolezza che il nostro rapporto era ormai finito”.

aggiornato dalla redazione web il 6 gennaio alle 19.53