Il governo prova ad accelerare sul provvedimento per trasferire i controlli sui dipendenti pubblici dall’Asl all’Inps. Senza aspettare la riforma della Pubblica amministrazione, che è ferma nella Commissione affari costituzionali del Senato. Secondo quanto riporta Il Sole 24 ore, prima di lasciare Courmayeur il premier ha incontrato l’economista Tito Boeri, designato alla vigilia di Natale come nuovo presidente dell’istituto di previdenza. Il tema principale del colloquio, durato circa un’ora, ha riguardato – scrive il quotidiano confindustriale – il suo insediamento al posto di Tiziano Treu ma anche la riforma della governance dell’ente, per cui servirà un provvedimento ad hoc. E proprio lì potrebbe essere inserita la norma che, in base alle ipotesi allo studio dell’esecutivo dopo lo scandalo dei vigili urbani romani che si sono dati malati la notte di Capodanno, dovrà demandare all’Inps anche i controlli sulle assenze dei dipendenti pubblici.

Il caso dei vigili – ma anche dei dipendenti dell’azienda di trasporto pubblico Atac – ha riacceso i riflettori sulla necessità di un intervento normativo sulla linea di quello presentato in commissione Affari sociali lo scorso febbraio da Angelo Rughetti, sottosegretario alla Pubblica amministrazione e alla semplificazione. Rughetti aveva proposto un “polo unico di medicina fiscale” presso l’Inps, stimando la possibilità di risparmi pari al 50% dei 70 milioni spesi attualmente dalle Asl per le verifiche sulle assenze nel comparto pubblico. Però lo stesso sottosegretario si era chiesto, parlando in commissione, se non fosse il caso di far scattare le visite dal terzo giorno di malattia, come già fa l’Inps nel settore privato, anziché continuare a prevederle dal primo giorno come stabilisce la normativa attuale, “considerato che il nostro livello di assenza per malattia è ormai più o meno nel range europeo”.

Intanto il centro studi della Federazione italiana dei medicina generale ha fatto sapere i certificati di malattia con prognosi inferiore a tre giorni sono ogni anno circa 6 milioni, di cui 3,8 milioni su richiesta di lavoratori privati e i rimanenti per dipendenti pubblici. Per questi ultimi, in particolare, i medici firmano in media 1,2 milioni di certificati che giustificano assenze di un solo giorno e 1,7 da due a tre giorni.

Sabato Renzi, in una lettera al Pd, ha scritto che “il parlamento dovrà licenziare la legge delega sulla Pa” nel segno di “meno sprechi” e “tempi certi”. Dopo il varo dei primi decreti attuativi del Jobs Act, che come è noto non saranno applicati al pubblico impiego, il governo intende semplificare la normativa Brunetta sui controlli, valutazioni di performance e retribuzioni di risultato. Secondo il Sole verrà inoltre modificato il decreto legislativo 165 del 2001, con l’estensione dei criteri di delega sulle responsabilità disciplinari e i licenziamenti, le dotazioni organiche e la gestione del personale.