Beppe Grillo appare in uno scantinato buio illuminato soltanto dalla luce di una lanterna. Inizia così il “contro-discorso” del leader del M5S trasmesso in concomitanza con quello del presidente della Repubblica. “Siamo nel nuovo ufficio della Casaleggio associati dove aleggiano gli spiriti, quelli buoni, per cospirare, spifferare, parlare di cose cose come lealtà e onestà che fuori vengono percepite come rivoluzionarie o eversive. Noi siamo i veri eversori”, spiega Grillo nelle vesti del filosofo greco Diogene.

“Partendo dall’Euro, noi faremo cose fantastiche. Questo è il piano B del M5S, l’unico che abbiamo in Italia. Poi ci sarà da riformare la burocrazia, il fisco, il made in italy, faremo il reddito di cittadinanza”, dice Grillo nel suo “contro-discorso”. “Andremo – continua – verso qualcosa che abbiamo iniziato. Noi siamo la causa, gli effetti li vedranno i nostri nipoti. Ci dite che abbiamo fatto poche cose. Può darsi ma non abbiamo mai tradito. Noi che non abbiamo chiesto soldi a nessuno, siamo pieni di soldi che i cittadini ci danno quando facciamo qualcosa. Loro sono senza soldi e vogliono reintrodurre il finanziamento pubblico ai partiti”.

Un passaggio “dedicato” anche al Quirinale. “Forse il 2015 ci porterà dei risultati straordinari. Può darsi che l’ebetino si leverà di mezzo. Forse ci darà una grande soddisfazione quando Napolitano che ha condiviso e sponsorizzato questo sfacelo si toglierà da questa posizione precaria; e Fi Italia non ci sarà più o avrà numeri da prefessi telefonici”.

Poi la chiusura. Il leader dei 5 stelle inforca gli occhiali e legge la fiaba “La pecora nera” di Italo Calvino: “C’era un paese dove erano tutti ladri. La notte ogni abitante usciva con i grimaldelli…”. Infine, il saluto: “Buon Natale, buon anno. Adesso ci faremo seppellire io e l’ombra di Casaleggio”.