Salvatore Russo è rimasto senza lavoro. La necessità di portare un pasto in tavola e di avere un posto dove dormire lo ha portato ad arrangiarsi. Poi, qualche mese fa, tra un lavoretto e l’altro, ha iniziato a pulire la sua città, Varese. Cancellare scritte sui muri, levare le gomme da terra, pulire grate e tombini dai mozziconi delle sigarette e tutti quei piccoli lavori che contribuiscono a combattere il degrado. Un’attività che i commercianti e i cittadini hanno apprezzato fin da subito, contribuendo con delle offerte: “Hanno capito che facevo sul serio, così mi hanno aiutato”. L’iniziativa di Salvatore Russo è finita sui giornali varesini e altri disoccupati hanno iniziato a cercarlo, lavorando assieme a lui. Ora sono in cinque e a distanza di qualche tempo, dopo il lavoro informale, “Salva Città” sta diventando una cooperativa, che spera di poter continuare a lavorare, magari vendendo i propri servizi tanto ai privati quanto ai comuni. Un’occasione di riscatto per un gruppo di persone che hanno deciso di non arrendersi alla crisi  di Alessandro Madron