Un altro ragazzo nero ucciso da un agente negli Stati Uniti, a St. Louis. Antonio Martin, 18 anni, è stato colpito intorno all’una di questa mattina davanti ad un distributore di benzina a pochi chilometri da Ferguson, sobborgo della capitale del Missouri dove ad agosto era stato ucciso, sempre da un poliziotto, l’afroamericano Michael Brown. Una folla di circa 100 persone si è radunata sul posto. Alcuni hanno schernito i poliziotti e hanno urlato contro di loro. Altri avevano pezzi di nastro giallo della polizia intorno al collo, con alcuni che lo utilizzavano come fascia. I funzionari sono rimasti tra i manifestanti, alcuni in assetto antisommossa. Secondo Sky News sarebbero scoppiati disordini che avrebbero portato all’arresto di alcuni manifestanti. Contro gli agenti sono stati lanciati oggetti e ci sarebbero due feriti.

Secondo le forze dell’ordine la vittima aveva estratto una pistola e l’aveva puntata contro il poliziotto prima di essere ucciso. Il portavoce della polizia della contea, Brian Schellman, ha spiegato che il poliziotto di Berkeley stava effettuando un controllo di routine in un distributore verso le 23.15 quando ha visto due uomini e li ha avvicinati. Secondo Schellman uno dei due uomini ha estratto una pistola e l’ha puntata contro l’agente che ha reagito sparando diversi colpi, uccidendo l’uomo. Schellman ha aggiunto che la seconda persona è fuggita ed è ricercato. Berkeley si trova a circa 3.2 chilometri da Ferguson, dove un poliziotto ha colpito e ucciso il 18enne Michael Brown lo scorso agosto.

Un altro caso di un nero ucciso da un agente che avviene poche ore dopo un nuovo proscioglimento di un poliziotto che ha colpito a morte un afroamericano, dopo quelli dei casi di Ferguson e Staten Island. Si tratta della decisione del Gran Giurì che a Houston, in Colorado, che ha deciso la non incriminazione di Juventino Castro, agente bianco che lo scorso gennaio ha sparato a un uomo di colore di 26 anni, anche in questo caso uccidendolo. Il poliziotto era fuori servizio e impegnato in un secondo lavoro in un centro commerciale quando ha aperto il fuoco contro Jordan Baker, che era disarmato.

Castro, un agente con una esperienza di 10 anni, quel giorno era in uniforme e si occupava della sicurezza di un centro commerciale che negli ultimi tempi aveva subito una serie di rapine. Castro aveva tentato di fermare Baker in un parcheggio e ne è nata una breve colluttazione. Quando Baker ha rinunciato a scappare, ha messo le mani sulla cintura e ha iniziato ad attaccare l’agente, che ha reagito sparandogli contro un colpo di pistola, secondo quanto ha affermato la polizia di Houston in un comunicato citato dal Chronicle.

Dopo la decisione del Gran Giurì la madre di Baker, Janet Baker, ha affermato che suo figlio non aveva fatto nulla di male, era in un centro commerciale a tre isolati da casa sua. “Io voglio giustizia per Jordan”, ha affermato, aggiungendo di avere ancora “molto lavoro da fare”. La sua famiglia era rimasta in attesa della decisione del Gran Giurì assieme ad un piccolo gruppo di manifestanti. Domenica notte avevano anche organizzato una veglia di preghiera e una piccola manifestazione nel luogo dove è morto Jordan.

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