Cofferati, la candidata dei renziani Raffaella Paita l’ha accusata di parlare da politicante. E di scambiare le Primarie per un concorso di bellezza. Che cosa replica?
Sono frasi che si commentano da sole. La discussione va tenuta nel merito, con sobrietà e rigore proprio per non cambiare la natura delle Primarie. L’11 gennaio si deciderà se il partito dovrà proseguire lungo la linea seguita negli ultimi 10 anni (dalla giunta Burlando, ndr) o se si sarà un’altra direzione di marcia, come spero che accada.

“Non si può immaginare di produrre il cambiamento con chi aveva responsabilità in precedenza”. Parole sue. Era una chiamata di correo per Burlando?
Il mio richiamo è oggettivo. La mia avversaria è assessore di questa giunta. Non è credibile che sia lei a promuovere il rinnovamento.

Che cosa l’ha convinta ad accettare una candidatura che contrappone una visione di sinistra alla linea cara a Matteo Renzi?
Non ho fatto alcun conto né valutazioni legate alla politica nazionale. Ho accettato di candidarmi alle Primarie per via delle pressioni affettuose che mi sono state fatte da molte persone che mi fermavamo per la strada dicendomi: “Se ti presenti ti votiamo, altrimenti non andiamo neppure a votare”.

Cosa risponde a chi l’accusa di non poter incarnare alcuna novità vera essendo sulla scena politica da decenni?
Ognuno di noi è la sua storia e la faccia che ha. La novità non è un dato anagrafico né è legata alle esperienze precedenti. La novità sta nelle proposte che si fanno. Se io dico che occorre cambiare la legge elettorale regionale – e se vinco lo farò – è un elemento di novità. Se la stessa cosa la dice Paita che è stata al governo della Regione cinque anni e la legge non l’ha cambiata, è difficile che sia percepita come un elemento di novità.

Se non dovesse essere eletto governatore tornerebbe  a Bruxelles?
Se perdessi le Primarie tornerei al Parlamento europeo. Se le vincessi ma poi perdessi le elezioni avrei di fronte due strade: tornare  Bruxelles oppure restare in consiglio regionale a guidare l’opposizione. Non posso scegliere adesso, dovrei valutare il quadro politico uscito dalle urne.

Non sarebbe stato più elegante dimettersi subito da europarlamentare?
Non ne comprendo il motivo. E’ come chiedere a Raffaella Paita di dimettersi in anticipo dalla carica di assessore. Sarebbe sbagliato. Io sono stato eletto sei mesi fa per fare l’europarlamentare. Mi rendo conto che metto in discussione il mio mandato. Tuttavia rispondo ad una richiesta dei miei elettori liguri. Ma colgo la contraddizione. Chi mi ha eletto in Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta mi ha conferito un mandato diverso. Ho ritenuto però che fosse giusto farlo rispetto alle esigenze della Liguria.

Come pensa di utilizzare i fondi europei per mettere in sicurezza la Liguria devastata dalle alluvioni?
I fondi europei di solidarietà debbono essere richiesti dal governo italiano e dalla Regione Liguria, cosa che non è ancora avvenuta. Saranno assegnati purché i danni superino l’1,5% del Pil regionale, pari per la Liguria a 660 milioni e purtroppo l’entità dei danni sofferti  è molto superiore. Mia priorità sarà cancellare la legge regionale che nel 2011 ha abbassato da dieci e tre metri dall’argine dei fiumi il limite minimo entro il quale si possono costruire insediamenti residenziali. Questa normativa è stata ulteriormente peggiorata nel 2014 estendendo la deroga anche agli insediamenti produttivi. Quanto ai fondi strutturali per il periodo 2014-2020, la normativa europea prevede che per la protezione del suolo si spenda il 20% dei finanziamenti erogati. Nella legge regionale del 30 giugno di quest’ano questa percentuale è pari al 3,82% e non è stata ritoccata al rialzo neppure dopo le ultime disastrose alluvioni.

Grandi opere, sì o no?
Sì alla Pontremolese, al Terzo Valico e alla Gronda, opere necessarie per la Liguria. Quando le grandi opere vanno a toccare la vita della gente è necessario che siano precedute da un processo partecipativo che chiami in causa i cittadini coinvolti, al fine di trovare le soluzioni migliore e le compensazioni ideali per coloro che patiscono disagi e danni.

Ha già chiuso la porta all’alleanza con l’Udc. Significa che l’unica opzione in campo è con la sinistra radicale?
Ho detto che voglio una coalizione di centrosinistra. Non ho nulla in contrario alle liste civiche purché non si trasformino in comodi transiti per i transfughi dei partiti. Uno dei problemi della politica ligure è il trasformismo. Ho letto con sorpresa di sindaci e amministratori di centrodestra che hanno promesso di votare alle Primarie per far vincere Paita.

Roma mafia capitale, l’inchiesta vede coinvolti anche esponenti del Pd. E’ definitivamente tramontata a sinistra la diversità berlingueriana?
Spero che la diversità non sia tramontata, almeno quella che segna i confini della buona politica, che a Roma sono messi in discussione. Tutto ciò che è opaco si presta ad essere manipolato. Se fosse esistita una opposizione che avesse fatto il proprio dovere sarebbe stato più difficile organizzare il malaffare che si giova anche della trasversalità fra i partiti.