In queste fredde giornate di dicembre sui cieli italiani brilla un astro speciale. È particolarmente luminoso, tanto che lo si può osservare a occhio nudo mentre sfreccia a grande velocità. È l’avamposto dell’umanità nel cosmo: la Stazione spaziale internazionale (Iss). Nelle stesse ore in cui gli occhi di astrofili e appassionati sono puntati in cielo per catturare nei propri teleobiettivi il bagliore di questa stella artificiale (ecco il link con le istruzioni per capire dove guardare), da lassù, a 400 chilometri di quota, la prima donna italiana a volare in orbita, Samantha Cristoforetti, probabilmente fa lo stesso con la sua macchina fotografica. Dalla sua speciale finestra sul mondo può distinguere con chiarezza, nuvole permettendo, lo stivale che si allunga sotto la Stazione spaziale. E per la prima volta, a quasi un mese dall’arrivo sulla Iss, può raccontare in presa diretta, in una videoconferenza di venti minuti con la sede dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), le sue prime settimane da “extraterrestre”.

“L’Italia vista dallo spazio è proprio bella. Molto luminosa e facilmente riconoscibile” 

L’Italia vista dallo spazio – spiega Cristoforetti – è proprio bella. Molto luminosa e facilmente riconoscibile, a differenza di altre regioni del Pianeta. Osservare la Terra dallo spazio, infatti, è come guardare un atlante fisico: non ci sono i confini degli Stati. Per questo – scherza l’astronauta italiana -, rimpiango di non aver studiato meglio la geografia a scuola”. Non sente ancora nostalgia della vita sulla Terra, però. “Al momento prevale l’entusiasmo. La vita sulla Iss – aggiunge – è una combinazione di aspetti divertenti e ludici. Sto dormendo così bene che penso di essere fatta per dormire fluttuando”.

Scene di vita quotidiana fuori dall’ordinario, che l’astronauta italiana ha già iniziato a descrivere, affidando le proprie riflessioni, e soprattutto le foto mozzafiato della Terra, alle pagine del suo personale diario di bordo, iniziato nel luglio del 2013, quando ancora mancavano 500 giorni al lancio della missione “Futura”. Un diario in cui è possibile seguirla mentre effettua i primi esperimenti in condizioni di microgravità, in attesa di assaggiare nei prossimi mesi il primo caffè spaziale. Oppure mentre ripara il bagno, o una tuta spaziale, “senza dubbio l’attività più difficile e delicata che abbia svolto finora – sottolinea Cristoforetti -, perché inizialmente non era stata pensata per essere svolta in orbita”. 

L’astronauta italiana si descrive come un’extraterrestre ancora inesperta, una “svolazzatrice impacciata” che sta cercando di prendere confidenza con una vita che è un continuo galleggiare e fluttuare. Proprio come un bimbo che impara a muovere i suoi primi passi. “Ho provato a tenere le braccia lungo il corpo, nella posizione naturale in cui si sono trovate per tutta la mia vita stando in piedi: è incredibile – scrive Cristoforetti – quanto sforzo richieda realmente tenere le mie braccia senza peso in quella posizione. Non è per niente la posizione naturale in cui vogliono stare”. Giocherella con il microfono che fluttua in assenza di peso, mentre ascolta le domande dall’Italia.

“Il momento più felice è stato alla partenza, quando siamo stati avvolti nella nuvola di vapori freddi del combustibile”

Il momento più felice è stato alla partenza, quando siamo stati avvolti nella nuvola di vapori freddi del combustibile – spiega l’astronauta italiana-. È stato come l’abbraccio della Terra che ci stava salutando”. Samantha Cristoforetti si prepara a festeggiare il suo primo Natale in orbita: “l’alberello di Natale fa ormai parte dell’equipaggiamento standard della Iss”, scherza. E approfitta del collegamento con l’Asi per rivolgere uno speciale augurio agli italiani: “Io ho avuto moltissimo dall’Italia, è grazie al mio Paese se ora mi trovo qui. Mi auguro – conclude Cristoforetti – che siano sempre di più gli italiani che possano dire lo stesso del nostro Paese”.