Gli Ebola Fighters, le persone che combattono contro il virus della febbre emorragica, sono le persone dell’anno secondo il Time. “Hanno rischiato, perseverato, si sono sacrificati ed hanno salvato” vite umane si legge nelle motivazioni della rivista che ogni anno nomina la personalità che si è contraddistinta per il suo operato. Il settimanale ha deciso che a dover essere premiato è l’impegno nella lotta all’epidemia che ha colpito alcuni paesi dell’Africa Centrale e ha provocato oltre 5mila morti. Il premio va a ogni singolo operatore che si è battuto contro la diffusione del virus, compreso il medico italiano di Emergency ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma e le cui condizioni di salute stanno migliorando.

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The Doctors hanno battuto la concorrenza di Vladimir Putin, L’Imperialista, che secondo il giornale ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’organizzazione dei Giochi Olimpici invernali di Sochi e, soprattutto, nell’esplosione e sviluppo del conflitto ucraino, ricreando, secondo alcuni, la Novorossiya, la Nuova Russia a nord del Mar Nero. L’impegno civile contro l’operato della polizia americana e in favore dei diritti degli afroamericani non è bastato agli organizzatori delle proteste di Ferguson, Gli Attivisti, per diventare personaggi dell’anno. I manifestanti, che hanno infuocato le strade della cittadina del Missouri dopo l’uccisione di Michael Brown, un 18enne afroamericano disarmato, per mano dell’ex agente Darren Wilson, portano avanti le loro proteste da agosto.

In corsa per il riconoscimento è stato anche il fondatore di Alibaba, Jack Ma, Il Capitalista cinese, che con la nuova piattaforma di e-commerce ha spodestato i più conosciuti Amazon e Ebay, con un fatturato di circa 1.600 miliardi di dollari, diventando così il re del mercato online. L’ultima nomination in corsa per il riconoscimento è quella di Massoud Barzani, L’Opportunista, presidente del Kurdistan iracheno e del Partito Democratico del kurdistan (Pdk) che sta svolgendo un ruolo fondamentale nella battaglia allo Stato Islamico dell’autoproclamato califfo, Abu Bakr al-Baghdadi. Il Time lo definisce “il maggiore alleato degli Stati Uniti nella lotta contro Isis” e l’uomo che si è preso un “pezzo del mosaico mediorientale, dopo che lo Stato Islamico lo ha scombinato”.