“Le nuove promesse del braccio destro del presidente del Consiglio e i suoi pellegrinaggi e visite di cortesia in alcuni luoghi simbolo del malessere non modificano la drammatica situazione dell’isola”. A rispedire al mittente gli “atti di presenza” a cui non si accompagnano interventi concreti è il segretario generale della Cisl Sardegna, Oriana Putzolu, in merito alla visita di giovedì in Sardegna del sottosegretario della presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, che è stato ricevuto dal presidente Francesco Pigliaru prima di incontrare i lavoratori dello stabilimento Alcoa di Portovesme, a rischio licenziamento visto che è in stallo la trattativa per la cessione a Glencore, e le 37 donne dell’Igea che stanno occupando la miniera di Monteponi, a Iglesias, nella Sardegna meridionale. Le minatrici dell’azienda, partecipata della regione, hanno ottenuto mercoledì dal consiglio regionale uno sblocco degli stipendi per 5,5 milioni di euro, ma la protesta, iniziata lo scorso 28 novembre, andrà avanti. 

“La Sardegna è sull’orlo del collasso e le forze politiche non se ne sono accorte. Se ne è accorto, invece, il governo nazionale che ha inviato il sottosegretario Delrio per tacitare la rabbia e l’escalation di proteste dei lavoratori”, ha detto Putzolu. Ma i dati Istat dello scorso novembre certificano che sull’isola ci sono “550mila occupati contro 129mila persone in cerca di lavoro”: i disoccupati sono 32mila in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e gli occupati 10mila in meno. Il governatore Pigliaru “se non è pronto a rispondere sollecitamente ai ripetuti allarmi sindacali, almeno ascolti i segnali di grave pericolo lanciati in casa sua, dentro la Regione, da organismi che rispondono direttamente al presidente della Giunta”, chiede Putzolu. “Anziché rispettare alla lettera il programma di governo annunciato in campagna elettorale, totem ragionevolmente non intoccabile, Pigliaru per Natale regali ai lavoratori un piano per il lavoro immediatamente realizzabile”.

Lo stesso governatore aveva ammesso che la legge approvata dalla Giunta sarda rappresentava solo “una proposta di emergenza per mettere ordine nelle partecipate regionali”. La strada indicata dal sindacato prevede interventi tempestivi con obiettivi immediati e risultati pronta cassa, “ma il presidente – secondo Putzolu – sembra voler privilegiare una programmazione regionale in cui il fattore tempo non è tenuto nella giusta considerazione. E’ davanti a tutti i lavoratori che otto mesi del suo governo non hanno prodotto attesi e significativi risultati in grado di migliorare le condizioni di vita di operai e impiegati e dare prospettive lavorative ai giovani”.