L’educazione fisica in Italia è la Cenerentola delle materie scolastiche. Fino ad oggi, secondo una recente ricerca effettuata da Skuola.net su un campione di sette mila studenti, ben uno su tre sostiene di non fare lezione nella palestra della propria scuola ma di spostarsi in un altro istituto o di essere costretto ad usare il cortile. Non solo. Per due ragazzi su cinque fare ginnastica significa in assoluto giocare a calcio o pallavolo. E il 40% confessa che il prof non segue i propri alunni durante la lezione. Un “sistema” che potrebbe avere i giorni contati se il progetto “Sport di classe” promosso dal Ministero della Pubblica Istruzione con il Coni dovesse andare veramente in porto. Il pacchetto presentato prevede più sport tra i banchi, tutor che affiancano gli insegnanti, un’attenzione particolare agli alunni con disabilità e maggiore formazione per i docenti.

Per due ragazzi su cinque fare ginnastica significa in assoluto giocare a calcio o pallavolo. E il 40% confessa che il prof non segue i propri alunni durante la lezione

In viale Trastevere hanno fissato un calendario per fare la rivoluzione delle palestre che prevede la raccolta dati entro il 24 novembre e lo start l’11 dicembre. Il tutto sarà affidato ad un nuovo sistema di “governance” dell’educazione fisica, per dirla con le parole usate dal Ministero: organi provinciali e regionali di coordinamento, in raccordo con le strutture Miur e Coni e con i centri sportivi scolastici. Ma non solo. Il progetto prevede una nuova figura all’interno delle scuole primarie che aderiranno a “Sport in classe”: il tutor sportivo, un esperto che fornirà un supporto didattico, metodologico e organizzativo al docente curricolare in stretta collaborazione con il dirigente scolastico. Non solo, il tutor provvederà anche alla formazione dei docenti con il supporto dei formatori territoriali delle scuole regionali. Nei giorni scorsi, dal 4 al 13 novembre, dovrebbero essere stati individuati i tutor (anche perché la prima giornata di formazione regionale è prevista tra il 6 e il 10 dicembre).

Il tutor sportivo, un esperto che fornirà un supporto didattico, metodologico e organizzativo al docente curricolare in stretta collaborazione con il dirigente scolastico

L’idea non entusiasma la Flc Cgil che per bocca del suo segretario nazionale, Mimmo Pantaleo, la definisce “una proposta estemporanea”. I dubbi riguardano le risorse per i tutor e la garanzia della loro capillare presenza qualora aderissero migliaia di istituti. Una bocciatura che va a braccetto con i dati presentati da Skuola.net: “Prima della governance – spiega Pantaleo – bisognerebbe parlare delle attrezzature. Ci sono scuole che non hanno palestre. Questa rincorsa alla novità del Governo non fa i conti con la realtà. Non so dove troveranno i soldi per la figura del tutor perché i finanziamenti non ci sono mai per nulla. Siamo di fronte ad un esercizio di buone intenzioni. La priorità è quella di garantire a tutte le scuole di avere una palestra, piuttosto che avventurarsi in progetti di governance.

Siamo di fronte ad un esercizio di buone intenzioni. La priorità è quella di garantire a tutte le scuole di avere una palestra, piuttosto che avventurarsi in progetti di governance

Ci sono scuole dove i professori devono prenotarsi per usare una palestra”. Eppure al Miur sono ai nastri di partenza: da dicembre e per tutto l’anno scolastico verranno coinvolte tutte le classi terze, quarte e quinte delle scuole primarie e dal 2015 l’offerta sarà ulteriormente arricchita. Ci sarà, inoltre, un’attenzione particolare agli studenti con disabilità grazie al contributo del Comitato Paralimpico che sarà presente con i suoi rappresentanti in tutti gli organismi che gestiranno l’attività. Tra le proposte anche la realizzazione dei “giochi invernali” e la formazione iniziale ed in itinere dell’insegnante titolare di classe. Un progetto ambizioso che vede persino la possibilità di una collaborazione con i privati: si prevede infatti di avere un kit di materiale sportivo da realizzarsi con il contributo esterno.