Nella storica Villa Torlonia, a due passi dalla prestigiosa università Luiss e in uno dei quartieri più rinomati di Roma, sotto il porticato della Limonaia e della Technotown si trovano rifiuti, siringhe e fazzoletti sporchi di sangue. Il tutto a soli 200 metri dall’area giochi. “La situazione è grave – denuncia una mamma – perché la villa è frequentata abitualmente da bambini e famiglie. Far giocare i nostri figli qui è diventato più pericoloso che in strada”. “Quest’area non è transennata e ci può venire chiunque – aggiunge un altro frequentatore del parco – i bambini giocano a poca distanza ed il rischio che si avvicinino alle siringhe è concreto”. Villa Torlonia sembra tutt’altro che il luogo destinato ad accogliere turisti provenienti da tutto il mondo per l’annunciata apertura del nuovo museo della Shoah di Roma. Anche il centralissimo Colle Oppio, proprio difronte al Colosseo, è frequentato da eroinomani. I carabinieri nel parco sostengono che “il parco negli ultimi anni è molto cambiato, c’è un’ispezione sanitaria quotidiana” che bonifica la zona più volte al giorno, eppure il prato lungo il muro di via delle Sette Sale, a 150 metri dall’area giochi, è disseminato di siringhe. Degrado e sporcizia anche nella zona di Torpignattara. Nel parco dell’Acquedotto Alessandrino – una zona riqualificata nel 2006 – sotto gli archi romani si trovano moltissime siringhe, lacci emostatici e fiale rotte. “È uno schifo, è sempre pieno di siringhe, quest’estate mi sono punta con una siringa” dice una frequentatrice del parco, denunciando la scarsa attenzione dell’Ama: “A pulire qui vengono i volontari”, dice. Stessa situazione nella storica Villa De Sanctis, frequentatissima da bambini e persone che fanno sport. Nonostante le denunce del comitato di quartiere, la zona del parco dove a settembre un uomo venne ucciso in pieno giorno è ancora abbandonata a se stessa. A pochi metri dal sentiero dove ogni giorno decine di persone vanno a correre si trovano cumuli di rifiuti con siringhe sporche e fiale rotte  di Claudia Andreozzi e Massimo Panico