È il 20enne salvadoregno Bryan Ernesto Soto Valladares il presunto assassino di Andrea Pobbiati, il 23enne ucciso all’interno del suo camper in zona Corvetto a Milano. Agli inquirenti ha raccontato di aver litigato con l’amico – con cui spesso assumeva un mix di farmaci, alcol e Coca Cola – perché convinto che Pobbiati gli avesse rubato il cellulare. La lite è avvenuta venerdì, dopo una serata trascorsa all’interno del mezzo. Il giovane deve ora rispondere di omicidio volontario, aggravato dall’abuso di alcol, e rapina, visto che dopo averlo ucciso ha rubato il cellulare a Pobbiati, che in un primo momento era stato accusato a sua volta dal salvadoregno di avergli rubato il telefonino.

Originario di El Salvador, Valladares era arrivato in Italia circa tre mesi fa e aveva iniziato quasi subito a fare la comparsa per programmi Rai, dove ha conosciuto la vittima, che anche lui lavorava saltuariamente negli studi di via Mecenate. Il corpo di Andrea Pobbiati è stato ritrovato il 17 novembre nel camper in cui viveva nella periferia milanese con una ventina di ferite da arma da taglio. Numerose coltellate anche alle braccia, segno che la vittima potrebbe avere cercato di difendersi dall’aggressore. Altre coltellate hanno invece raggiunto schiena e torace, provocandone la morte.

Secondo le prime ricostruzioni venerdì Pobbiati e Valladares si sono incontrati al mattino per fare una spesa di alcol. Hanno passato la giornata insieme nel camper del 23enne, dove si sono ubriacati. Durante la giornata, il giovane salvadoregno ha dato a Pobbiati il suo cellulare per scaricare delle canzoni. Il giorno dopo Valladares si è reso conto di non avere con sé il suo telefonino, oltre a 160 euro appena incassati per il lavoro mensile da comparsa in televisione. È andato da Pobbiati, quindi, che gli avrebbe offerto della sambuca alle 10.30 del mattino. Ma dopo pochi minuti è scoppiata una lite che ha poi portato all’omicidio del 23enne. Dopo aver ucciso Pobbiati, il giovane salvadoregno è tornato a casa e ha gettato gli abiti nell’Adda. Ma ha tenuto le scarpe sporche di sangue.

Martedì Valladares si è presentato agli studi Rai come da calendario, ma è stato arrestato dalla polizia. A incastrarlo un messaggio inviato venerdì da Pobbiati alla fidanzata (una sudamericana di 20 anni) in cui diceva di essere con Bryan. La ragazza ha raccontato che era un amico conosciuto a lavoro e così è emerso che il salvadoregno era l’unico del giro con quel nome. Pobbiati, incensurato, da sei mesi viveva in un camper parcheggiato in un cortile in via Fabio Massimo dato in affitto da un cinquantenne italiano a cui dava 100 euro al mese. Sembra che il ragazzo si mantenesse grazie a lavori saltuari e alla pensione di reversibilità del padre deceduto. Il camper in cui è stato trovato il corpo era in pessime condizioni igieniche.