“Intanto non è un Patto ma è un piatto, perché domani sappiamo si vedono a pranzo, a questo punto attendiamo anche di sapere il menù“. Usa l’arma dell’ironia Giuseppe Civati per commentare la tenuta, per qualcuno a rischio, del ‘Patto del Nazareno. “Il vero problema è che non si conoscono i contenuti, quindi ogni volta viene raccontato in modo diverso, quindi non si capisce quale fosse il patto originario, né la sua evoluzione. Secondo me loro due sono d’accordo, si amano ed è un rapporto anche tenero, a volte litigano, però ci sta in un rapporto di coppia“. Nel ‘Patto del nazareno’ c’è anche il nome del prossimo Presidente della Repubblica? “Beh, sarebbe incredibile se non ne parlassero”. Per Civati “Il Patto del Nazareno è una puntata di una storia più lunga e io vorrei poterla cambiare. Io vorrei una discussione aperta, trasparente ed in pubblico, perché che continuino a vedersi in segreto non è che mi rassicuri molto. Se posso avere stima del mio segretario, di Berlusconi non ne ho moltissima, che di riforme ne ha già fatte saltare cinque. Credo che gli italiani preferiscano un dibattito Parlamento in cui emerge una posizione chiara”. Civati esorta: “Si renda pubblico nei contenuti questo accordo”. E sull’esposto presentato ieri dal M5S, afferma: “Mi sembra una provocazione peraltro non riuscitissima, ma loro segnalano un patto che è segreto: nella Repubblica italiana dovrebbe essere tutto pubblico, soprattutto se lo fanno il capo del governo ed il capo della presunta opposizione, perché quando governo e opposizione sono d’accordo, salta la dialettica democratica, anche se fanno del bene e, cosa di cui a volte dubito”  di Manolo Lanaro