Ventuno metri e mezzo di tir, più altri 5 di rimorchio. Fiancate blu cobalto e la faccia stilizzata dell’autore di “Imagine” sotto all’enorme cruscotto. E’ il John Lennon Educational Bus, il più grande studio di registrazione musicale itinerante al mondo che in questi giorni sta girando l’Italia: il 29 ottobre era alla Bocconi di Milano; il 3 e 4 novembre a Mantova; il 6 e 7 a Torino; il 13 e 14 sarà a all’Università de La Sapienza di Roma e il 17 e 18 al liceo Respighi di Piacenza. La tappa più lunga però, dal 10 al 12 novembre, la effettuerà a Bologna. La patria degli “orchestrali”, come diceva Francesco de Gregori, torna nuovamente protagonista di un’iniziativa culturale no-profit rivolta prima di tutto ai giovani: studenti delle superiori, universitari, alunni del conservatorio Martini. “Sono già 500mila le persone che l’hanno visitato in giro per il mondo. La mission del John Lennon Educational Bus è di avvicinare i ragazzi alla musica”, spiega il giornalista musicale Pierfrancesco Pacoda, tra gli organizzatori della tappa bolognese, “il 10 e 11 novembre ragazzi e studenti che si sono prenotati dopo aver letto gli annunci sul sito dell’università di Bologna potranno lavorare dalle 9 alle 17 alla registrazione di un loro brano originale, non di una cover, fino alla realizzazione di un master a tutti gli effetti che rimarrà di loro proprietà. Quindi il pezzo potrà essere messo a disposizione in download o streaming gratuito e non con finalità commerciali”.

E’ lo statuto etico della fondazione nata nel 1998, coordinata dal deus ex machina dell’eredità Lennon, Yoko Ono Lennon, che lo impone come regola base: “Questo progetto avrebbe reso John molto orgoglioso”, spiega in una nota stampa la moglie del cantautore di Liverpool, sposata nel 1969, “Questo spazio è nato dall’amore di John e dai desideri dei bambini di tutto il mondo”. Dentro al bus ci sono raffinati e modernissimi strumenti di registrazione sia del suono che delle immagini, chitarre, bassi, una batteria e una tastiera elettronica. Quattro i tecnici audio, più un tecnico informatico per fornire la massima precisione una volta che i giovani musicisti metteranno in funzione il tasto “rec”. “I primi due giorni abbiamo già registrato il tutto esaurito”, continua Pacoda “mentre per il 12 novembre basterà mettersi in fila e attendere il proprio turno per poter prenotare una visita guidata dove verranno insegnati i rudimenti base delle tecniche di registrazione musicale”. Il John Lennon Educational Tour Bus è nato nel 1998 e viaggia tutto l’anno tra le città statunitensi e canadesi, fornendo gratuitamente workshops e registrazioni, facendo tappa in scuole, università, negozi di strumenti musicali, festival e anche durante tour di celebrities. Tanto che sull’enorme tir sono saliti, e hanno registrato pezzi inediti, sia vecchie glorie come Quincy Jones, Bootsy Collins e Carlos Santana che più giovani performer come John Legend.

“Non fossi assessore comunale che promuove l’iniziativa, la definirei una figata”, aggiunge Matteo Lepore, che nella giunta Merola si occupa di marketing, innovazione e comunicazione. Ci vogliono dai 200 ai 2000 euro per una giornata di registrazione per un “demo” tra le sale delle più grandi citta italiane, “anche se oggi è molto in voga, grazie alle tecnologie digitali, e se si fa soprattutto musica elettronica, l’home studio”, conclude Pacoda. Eppure da quando l’annuncio del John Lennon Bus è apparso sul sito web dell’Università di Bologna è stato boom di contatti: “Ci dicono sempre che per le arti prepariamo gli studenti in modo troppo teorico e poco pratico”, afferma il pro rettore Unibo, Roberto Nicoletti, che è partner attivo dell’iniziativa, “questa volta ci siamo attrezzati con il meglio in circolazione”. Infine, una notazione logistica alquanto fondamentale: il John Lennon Bus per la tappa di Bologna rimarrà parcheggiato, e sarà raggiungibile, nell’area antistante l’ipermercato Coop Centro Lame, altro supporter dell’iniziativa, nella prima periferia cittadina. Per informazioni e prenotazioni: 3356124639 o 3474409779.