La Corte Penale Internazionale non aprirà alcun procedimento sui fatti della Freedom Flotilla. Israele potrebbe avere commesso crimini di guerra nell’assalto del 2010 all’imbarcazione che trasportava aiuti per la Striscia di Gaza, ma i possibili crimini non sono abbastanza gravi da meritare l’avvio di un procedimento. È quanto afferma il procuratore della Cpi, Fatou Bensouda.

“In seguito a un’accurata analisi legale e fattuale delle informazioni disponibili, sono giunto alla conclusione che ci sono basi ragionevoli per credere che su una delle navi, la Mavi Marmara, siano stati commessi crimini di guerra come definiti dalla Corte penale internazionale, avvenuti quando le forze di difesa di Israele intercettarono la Freedom flotilla diretta a Gaza il 31 maggio 2010“, si legge in un comunicato firmato Bensouda. Tuttavia, aggiunge il procuratore nella nota, l’istruzione di qualunque caso relativo all’assalto “non sarebbe sufficientemente grave da giustificare ulteriori azioni da parte della Cpi”. Nel blitz morirono otto cittadini turchi e un turco-americano, mentre diversi altri attivisti rimasero feriti. Bensouda aveva aperto un’inchiesta preliminare l’anno scorso, dopo che il piccolo Stato africano delle Comore, che fa parte della Corte, presentò una denuncia riguardo all’assalto poiché la nave abbordata batteva bandiera comoriana.

L’avvocato turco Ramazan Ariturk, che rappresenta le Comore, ha annunciato che non si arrenderà dopo la decisione della Corte. “Questa è una lotta morale che stiamo portando avanti per conto nostro. È anche una lotta legale, in nome dell’umanità. Non è finita”, ha detto Ariturk. “Faremo ricorso a una Corte più alta della Cpi e riteniamo senza dubbio che avremo la meglio”, ha aggiunto. Il documento di 61 pagine stilato dalla Corte afferma inoltre che le sue conclusioni sono basate sulle “informazioni disponibili in questo momento” e che gli elementi non sono stati raccolti dai procuratori della Corte.

Nel 2011 un’indagine delle Nazioni unite stabilì che il raid fu giustificato, ma che la forza usata da Israele fu eccessiva. Israele e Turchia non fanno parte della Cpi, che ha giurisdizione solo sui Paesi membri per casi sottoposti dalla Corte dal Consiglio di sicurezza dell’Onu o per eventi avvenuti nel territorio degli Stati membri.