La mia impressione è che non si sia trattato di una carica delle forze dell’ordine, come si è potuto osservare nella giornata di ieri. Non c’era un ordine in tal senso“. Lo dichiara il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, ai microfoni di “24 Mattino”, su Radio24 commentando gli scontri avvenuti ieri durante la manifestazione degli operai dell’Ast, le Acciaierie di Terni della Thyssenkrupp, davanti all’ambasciata tedesca a Roma. “Piazza Indipendenza” – continua – “è molto vicina alla Stazione Termini, probabilmente si sarà generato qualche equivoco rispetto alla volontà che i lavoratori avevano manifestato di voler raggiungere il ministero dello Sviluppo Economico. Non era previsto che i manifestanti si recassero lì”. E aggiunge: “Quando si sta in un campo operativo la procedure servono, ma poi quando c’è tensione, c’è tensione di tutti. Non c’era nessuna volontà determinata a creare situazioni di conflitto. Noi vogliamo garantire nel rispetto delle regole tutte le manifestazioni, ma bisogna impegnarsi tutti a evitare che succedano cose del genere nonostante l’indubbio momento di tensione”. Il senatore Pd ribadisce: “Gli stessi sindacati hanno dato atto di quanto importanti siano gli sforzi che si stanno facendo. Mentre i lavoratori erano lì, è arrivata però una risposta che non era quella attesa e che è stata vissuta come una provocazione e gli animi si sono scaldati un po’”. E puntualizza: “I leader sindacali penso si siano resi conto che non c’è volontà da parte del governo di colpire i lavoratori. Con loro, nell’incontro al Viminale, abbiamo condiviso la comune volontà di rafforzare gli strumenti di comunicazione, perché episodi come quello di ieri non si verifichino più. L’obiettivo” – conclude – “è di chiarire quanto accaduto, di confermare la volontà politica di garantire nel rispetto delle regole tutte le manifestazioni, di impegnarci tutti a evitare simili situazioni difficili, in un momento che obiettivamente è carico di tensioni. L’episodio non va enfatizzato né strumentalizzato. Non è utile a nessuno esagerare