Inaugurazione blindata al Saie, il salone internazionale dell’industrializzazione edilizia, aperto oggi, mercoledì 22 ottobre, alla Fiera di Bologna. Circa 200 attivisti appartenenti ai movimenti per la casa, ai centri sociali e al sindacato Cobas hanno sfilato in corteo da via Stalingrado, dove è stato bloccato il traffico, fino all’ingresso della Fiera, sempre presidiato da un cordone di forze dell’ordine. Dentro, il taglio del nastro con il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.

Nel mirino dei manifestanti il piano casa del ministro Lupi, ma anche la speculazione edilizia, la cementificazione e le politiche per il lavoro adottate dal governo Renzi. “Si continua a depredare i territori con opere di costruzione, che tra l’altro non sembra riescano più a generare i profitti sperati” si legge in uno dei volantini distribuiti durante il corteo. “Tutto ciò non è servito a dissuadere il Governo dall’erronea e datata convinzione che per superare la crisi e risolvere la questione abitativa bisogna regalare soldi e sgravi fiscali a costruttori, palazzinari e speculatori, così come previsto dal piano casa”. Per questo “vorremmo presentare a tutti partecipanti del Saie e ai signori del cemento l’unica possibile via d’uscita alla devastazione e alla crisi abitativa: l’autorecupero e la riqualificazione del costruito e non utilizzato”.

Fra i manifestanti molti lavoratori stranieri, alcuni disoccupati o in cassa integrazione, famiglie sotto sfratto con passeggini e studenti universitari. Alcuni di loro, muniti di elmetto giallo e cartelli per il “lavoro, il reddito e la dignità”, hanno voluto rendere pubblica la propria storia, alternandosi al megafono. Una ragazza, figlia di immigrati, ha raccontato le difficoltà di vivere “in sei in un appartamento”, con “gli assistenti sociali che invitano le famiglie straniere senza lavoro a tornare nei propri paesi d’origine”. Presente anche una delegazione dei facchini in sciopero dell’azienda Mirror di Ferrara.

“La situazione è molto difficile: che ci siano delle turbolenze, purtroppo, ce lo dobbiamo aspettare” è stato il commento del presidente di Confindustria, Squinzi. Mentre il questore Vincenzo Stingone, invitato all’inaugurazione del Salone, ha definito quella all’esterno come “una manifestazione come tante, che si ripetono”. Invitando poi ad “abbassare i toni una volta per tutte”.