Per i sindacati dei pensionati è “inaccettabile” la norma contenuta nelle bozze della legge di Stabilità che ritarda il pagamento delle pensioni dal primo al 10 del mese. Secondo i segretari generali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, Carla Cantone, Giggi Bonfanti e Romano Bellissima, si tratta di “un vero e proprio accanimento nei confronti degli anziani”, per i quali il governo “non ha previsto alcun tipo di aiuto e di sostegno”. La proroga di dieci giorni del versamento dell’assegno previdenziale, che comporta uno sfasamento rispetto alle scadenze della prima parte del mese, “complica ulteriormente la vita“, attaccano i rappresentanti sindacali. “Ci domandiamo cosa abbiano fatto di male i pensionati e gli anziani per essere trattati così”. Daniele Barbieri, segretario generale del Sindacato nazionale unitario inquilini (Sunia), avverte che “ricevere la pensione il 10 del mese significa non poter pagare in tempo tutte le utenze (elettricità, telefonia, gas eccetera). E ancora più pesante sarà non poter saldare la rata del mutuo della propria casa o di quella dei figli. In questi casi si diventa morosi e, nel caso del mutuo, il conto può andare in rosso con drammatici effetti sui pagamenti di interessi e sanzioni”. Insomma, “ancora una disposizione della quale non si sono valutati gli effetti reali”. Meno gravi, secondo Barbieri, gli effetti sul pagamento degli affitti. “Qui c’è una tolleranza di 20 giorni prima di essere considerati morosi”, ma in compenso il problema del pagamento ritardato ricade in capo al proprietario. 

Anche il Codacons è “assolutamente contrario” al posticipo dei pagamenti, per gli stessi motivi: il presidente Carlo Rienzi fa notare come “sulla data di pagamento all’1 del mese si basino numerose scadenze in capo ai pensionati, come rate di affitti, mutui, debiti, finanziamenti, oppure abbonamenti e altre scadenze. Ma anche in assenza di tali impegni finanziari, il posticipo dei pagamenti – considerato soprattutto che in Italia vi sono 2,1 milioni di pensionati che ricevono un assegno di importo al di sotto dei 500 euro, cifra inferiore alla soglia di povertà relativa fissata dall’Istat – creerà un gap che oltre a produrre evidenti disagi potrebbe mettere in seria crisi la liquidità di migliaia di anziani, con conti bancari in rosso e pagamenti di commissioni in favore delle banche”. Per questo da oggi l’associazione pubblica sul sito un modulo con cui è possibile diffidare l’Inps dall’introdurre la novità prevista dalla Legge di Stabilità, in quanto “lesiva” dei diritti di una categoria di cittadini. 

Anche per Federconsumatori e Adusbef  la misura è “ingiusta e inaccettabile, un vero e proprio sopruso nei confronti dei pensionati, che sono stati tra le fasce più colpite dalla crisi economica”. “Il danno”, affermano le organizzazioni dei consumatori, “rischia di estendersi all’intera economia: sono infatti gli anziani, nonni e zii, molto spesso, a mandare avanti interi nuclei familiari. La mancanza di lavoro di figli e nipoti, infatti, ricade sulle loro spalle”.