Si chiamano Marilena Grassadonia e Laura Terrasi: si sono sposate nel 2009 a Barcellona. Questa mattina in Campidoglio, a Roma, il sindaco Ignazio Marino, tra gli applausi della sala, sono state le prime a trascrivere il loro matrimonio nel registro di Roma insieme a quello di altre 15 coppie omosessuali. È il primo caso nella Capitale: “Stiamo insieme da 18 anni – racconta Marilena – io sono ingegnere al Comune di Roma e Laura è la mia compagna“. Con la piazza blindata per evitare incidenti Marilena e Laura, dopo aver mostrato i documenti, sono salite in Campidoglio con i tre bambini, i due più piccoli in carrozzina: “Siamo venute con i nostri figli. È una giornata importantissima, un gesto politico di civiltà e rispetto per le nostre famiglie. Un riconoscimento pubblico”. Dopo di loro è stata la volta di altre 15 coppie. Un gesto che arriva mentre oltretevere si celebrano gli ultimi momenti del Sinodo straordinario incentrato sulle sfide che la Chiesa è chiamata ad affrontare sul tema della famiglia. La scelta del sindaco Marino è stata duramente contestato in piazza dal Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano (“Marino firma autografi”, ha commentato il ministro dell’Interno), e ha causato le ire dei vescovi: “Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile”.

 

Marino: “Far sì che questo diventi un giorno normale”
“Oggi – ha esordito il sindaco, che nella sala della Protomoteca ha ricevuto una standing ovation – è un giorno speciale per molti di voi ma lo è anche per me e per Roma. Anche se dobbiamo fare tanta strada perché questo diventi un giorno normale“. “Le leggi – ha aggiunto – devono consentire a tutti di avere gli stessi diritti”. “Ora ci limitiamo a trascrivere, ma andremo avanti. E io lo so, andremo avanti insieme“, ha concluso Marino. Una scelta, quella del primo cittadino, che ha già i connotati di una sfida al prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro il quale, in osservanza della circolare-stop del ministro Angelino Alfano, ha annunciato l’annullamento dell’atto. “Cancelli le trascrizioni o ci sarà l’annullamento”, ha detto il prefetto di Roma. Ma il primo cittadino sottolinea come il suo non sia “un gesto di sfida”. “Se il prefetto annullerà la trascrizione chiederò i pareri legali per comprendere la legittimità di un eventuale annullamento. Io faccio il mio lavoro e oggi ho difeso i diritti dei cittadini”, ha commentato Marino. “Il prefetto – ha aggiunto – ha il diritto di opporsi a queste dichiarazioni d’amore”. E a chi gli chiede se potrebbe ricorrere alla Unione Europea, risponde: “Certamente io difenderò la mia posizione“.

La felicità di amici e attivisti: “Un traguardo per l’Italia”
“Siamo amici di entrambe le spose – racconta Fabiola – io sono emozionatissima e ho paura di commuovermi”. Per Nestor, arrivato con Marco per la trascrizione del loro matrimonio, “è un giorno molto importante, un traguardo per l’Italia, e ci sentiamo meno clandestini. Noi ci siamo sposati a Barcellona il 6 marzo 2009”. Tra i presenti anche Aurelio Mancuso presidente di Equality Italia, venuto “a nome del Pd di Roma di cui sono responsabile diritti e in segno di sostegno pieno al sindaco”. Arrivato anche Andrea Maccarrone del circolo Mario Mieli: “Finalmente oggi Roma diventa capitale europea. Speriamo il parlamento lo capisca”. I mini-bouquet vengono distribuiti alle coppie da due attivisti della Associazione Consoli. 

 

Prefetto Pecoraro: “Cancelli le trascrizioni o le annullo”
Il Prefetto Pecoraro ha invitato il sindaco di Roma a procedere alla cancellazioni delle trascrizione delle nozze gay “altrimenti sarò costretto io a farlo per legge”. Il Prefetto ha dunque ribadito la sua posizione, in ossequio alla circolare Alfano, già comunicata al Campidoglio alcuni giorni prima della cerimonia.  Le 16 coppie hanno già annunciato che ricorreranno, dal Tar fino alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, per vedere riconosciuto un loro diritto. E non è escluso che a ricorrere sarà anche il sindaco Marino che ha annunciato: “Difenderò la mia scelta fino in fondo”.

I vescovi: “Presunzione inaccettabile in questi giorni”
Durissima la presa di posizione della Conferenza Episcopale: “Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile perché oltre a non essere in linea con il nostro sistema giuridico”, suggeriscono “una equivalenza tra il matrimonio ed altre forme che ad esso vengono impropriamente collegate”. Il riferimento è alla celebrazione del Sinodo, arrivato alle sue fasi finali. “L’augurio”, è detto in una nota dell’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Conferenza Episcopale Italiana, è che il “rispetto delle persone individuali sia sempre salvaguardato nelle loro legittime attese e nei loro bisogni, senza mai prevaricare il dato della famiglia. La sua originalità non può essere diluita, se ci sta veramente a cuore il “bene comune” che è la differenza, dei generi e delle generazioni. In una parola, se ci preme la famiglia”.

Alfano: “Marino firma autografi”
“La firma di Marino non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie”, è il commento del ministro dell’Interno Angelino Alfano in un post su Facebook. Secondo l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, “Marino si è delegittimato come sindaco” in quanto la trascrizioni delle unioni gay “è un atto illegale che deve essere annullato e sanzionato dalla magistratura”. Per Roma Sette, il settimanale della diocesi di Roma, quella del primo cittadino è “una scelta ideologica in un contesto dal tono hollywoodiano, che certifica un affronto istituzionale senza precedenti” basato su una “mistificazione sostenuta a livello mediatico e politico”.

Ncd protesta al Campidoglio, tensione tra attivisti
Sulla scalinata che porta su piazza del Campidoglio ha manifestato il Nuovo Centrodestra. “No alle unioni civili. Marino via da Roma”, “E mo pure questa: il sindaco legislatore”, “Le famiglie romane non arrivano a fine mese e loro pensano ai matrimoni gay”, gli slogan della protesta. Sempre vicino al Campidoglio, una settantina di appartenenti ad organizzazioni di destra sono stati bloccati e la Questura ha denunciato i promotori della manifestazione non autorizzataNon sono mancati battibecchi tra i manifestanti e alcuni giovani, favorevoli all’idea del chirurgo dem. “Siete portatori di malattie, siete sporchi – ha gridato un signore – non è naturale quello che fate. A Roma nun ve volemo”. Di risposta sono arrivati i cori “Fuori i fascisti dall’Italia”, “Uguaglianza, Uguaglianza”. Le manifestazioni contro i matrimoni gay sono presidiate dalle forze dell’ordine. In piazza anche la deputata di Ncd Barbara Saltamartini, il coordinatore romano del partito Gianni Sammarco e il capogruppo in Campidoglio Roberto Cantiani.”Marino si è blindato e barricato in Campidoglio per violare la legge – ha commentato Saltamartini – Tutto ciò è vergognoso. Ha precluso la piazza ai cittadini mentre compie un’azione fuorilegge in barba al legislatore nazionale e alla Costituzione. Presenteremo un’interrogazione parlamentare su quanto di indecente sta accadendo in piazza”.