Per il momento penta, ma da novembre anche esaGolf. La Gran Turismo Elettrica, GTE, è il fiore all’occhiello di Volkswagen perché con questa versione la Golf diventa il primo e finora anche unico modello a livello planetario prodotto di serie con tutte le alimentazioni più diffuse: benzina, gasolio, metano, elettrica e adesso anche ibrida plug-in. E al prossimo Salone di Los Angeles, in programma tra il 18 ed il 30 novembre prossimi, anche a idrogeno. Uno dei manager spiega, durante la prova stampa a Zurigo, che la nuova architettura modulare MQB rende possibile anche questa soluzione, sulla quale giapponesi e coreani sembrano al momento più avanti. Invece, nei giorni stampa del motor show californiano saranno guidabili tre modelli del gruppo a celle combustibile: uno è Golf Variant (perché offre più spazio e quindi consente di non sacrificare eccessivamente il bagagliaio) e gli altri due sono VW Passat e Audi A7. Dalla Germania fanno sapere che l’importante non è arrivare per primi, ma al momento giusto. E la scelta di Los Angeles non è casuale perché in quella metropoli la circolazione può non essere virtuale: sono già otto le stazioni di servizio che forniscono idrogeno.

Quanto alla Golf GTE, difficile definirla. A seconda dei punti di vista, è un’elettrica con molto in più da offrire – ad esempio 939 chilometri di autonomia totale – oppure una GT con qualcosa in meno – rende 16 cavalli alla GTI e 30 Nm di coppia alla GTD e fra 24 e gli 8 chilometri di velocità massima ad entrambe. Ma di sicuro è una sportiva più ecologica. Non una ecosportiva. Dettagli sì, ma solo in parte: perché nel ciclo misto il modello tedesco è accreditato di un consumo di 1,5 litri di benzina per 100 chilometri grazie al computo dei 50 chilometri di autonomia in modalità zero emissioni. Nel nostro test drive in Svizzera, il risultato finale, secondo il computer di bordo, è stato di 2,9 l/100 km. Il doppio del dichiarato, ma meno di qualsiasi altro analogo modello con un utilizzo reale.

 

Adesso che la crisi riduce i consumi e che gli automobilisti sono molto più attenti ai costi di gestione, una Golf GT (seppur costosa) che percorre 100 chilometri con una manciata di euro e che può beneficiare – perfino in Italia – dell’accesso a molte zone altrimenti “off limits” diventa più interessante. E tuttavia, la versione bifuel TGI (benzina e metano) risponde forse ancora meglio alle esigenze dei grandi viaggiatori. La Golf GTE è un altro modello di immagine, ma molto più “concreta” rispetto alla gemella a zero emissioni, che con i suoi 190 chilometri di raggio d’azione massimo non è sufficientemente appetibile.

Nella sua versione ibrida plug-in, la Golf resta Golf. Pigiando un pulsate alla sinistra del cambio si sceglie se guidare in modalità elettrica o ibrida, sprigionando l’intera coppia: 350 Nm, la stessa della GTI. Schiacciare sull’acceleratore diventa piacevole, anche se di sicuro non in Svizzera dove superare troppo i limiti di velocità può condurre direttamente in carcere. È gratificante non solo lo spunto elettrico, ma anche il rombo che si sente quando si va “avanti tutta” e che nulla ha a che fare un’auto elettrica. Il merito è dell’incrocio fra il motore turbo benzina ad iniezione diretta da 1.5 litri da 150 cavalli e dell’unità elettrica alimentata da batterie agli ioni di litio: in pratica una meccanica già sfruttata da Audi per l’A3 e-Tron. La presa per la ricarica è nascosta dietro lo stemma VW: per un pieno con la corrente di casa servono 3,5 ore.

Volkswagen Golf GTE – la scheda

Che cos’è: è la declinazione Gran Turismo della e-Golf e anche nel prezzo è allineata alle altre GT, che in Italia hanno un listino fra i 36.000 ed i 37.000 euro
Che cosa cambia rispetto alle altre Golf: motorizzazione a parte, la versione GTE si distingue anche per luci diurne e posteriori a Led, gruppi anteriori full Led, cerchi in lega da 18”, sedili sportivi in stoffa con cuciture blu, illuminazione abitacolo blu (portiere incluse). Di serie ha tutto: il navigatore è praticamente l’unico optional
Concorrenti principali: il segmento C italiano è dominato dalla Golf (un terzo) e l’unica possibile rivale rimasta dopo l’uscita dal listino di Honda Insight ibrida è Toyota Auris hybrid (che in elettrico percorre appena un paio di chilometri)
Dimensioni: lunghezza 4,270 metri, larghezza 1,799, altezza 1,457, passo 2,631
Bagagliaio: da 272 a 1.162 litri
Massa: da 1.599 kg
Varianti di carrozzeria: solo a cinque porte
Motori: il sistema ibrido plug-in è basato sul TSI turbo benzina ad iniezione diretta da 1.4 litri e 150 CV e sull’unità elettrica da 102 per un totale di 204 CV di potenza
Cambio: trasmissione automatica DSG a 6 marce
Trazione: anteriore
Consumi: la Golf GTE è accreditata di 66,6 chilometri per litro nel ciclo misto compresi i 50 chilometri in modalità elettrico. Se nel viaggio sono inclusi molti chilometri a velocità costante, allora i consumi sono molto vicini a quelli dell’unità benzina
Piace: la guida è quella di una Golf ad alimentazione termica. Sia in accelerazione (la partenza è sempre elettrica) sia in allungo regala soddisfazioni, per nulla limitate dall’aggravio di peso. Lo sterzo è preciso, la cambiata della trasmissione DSG è puntuale e regolare senza inutili impennate nei giri. La tenuta di strada è quella solita, affidabile, che beneficia anche della struttura della nuova piattaforma su cui il modello è costruito e di una adeguata taratura delle sospensioni
Non convince: a parte l’aggravio di peso (circa 200 in chili in più rispetto alla GTI ed anche 14 chili in più rispetto alla e-Golf), la Golf GTE perde 108 litri di capacità nel bagagliaio (inferiore anche rispetto a quella già ridotta della versione a metano), snaturando un po’ la vocazione di una Gran Turismo: si può andare dove si vuole, ma con poco bagaglio. Il sistema ibrido ha sottratto anche 10 litri al serbatoio di benzina (40). L’eventuale quinto passeggero, quello seduto centralmente sul sedile posteriore, è più sacrificato (lo schienale non è uniforme)
Produzione: Germania (Wolfsburg)
In vendita: già ordinabile, in concessionari da gennaio, prime consegne nel primo trimestre 2015
Prezzi: 37.000 euro circa (da definire)

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Renault Twingo, la citycar “tutto dietro” – la prova del Fatto.it

next
Articolo Successivo

Opel Corsa 2014, la prova del Fatto.it – La quinta serie cambia dove serve

next