Editoriale di Marco Travaglio, che menziona alcuni stralci della lettera che Renzi scrisse a Saviano il 2 marzo scorso: “Caro Roberto, quello che va aggredito, hai ragione, è la MafiaSpa, presente in ogni comparto economico e finanziario. Il fenomeno è favorito dalla consapevolezza dei mafiosi di non rischiare molto sul piano penale, anche perché nel nostro codice manca il reato di autoriciclaggio. Aggredire i patrimoni mafiosi può essere una delle grandi risposte del governo alla crisi”. Il condirettore del Fatto Quotidiano si sofferma quindi sull’assenza del reato di autoriciclaggio nella legge anticorruzione: “Immaginate un bel sacco pieno di miliardi. E’ lì, basta allungare la mano, prenderli e metterli nelle casse dello Stato. Li hanno nascosti in Svizzera tanti criminali per non pagare le tasse su ricchezze guadagnate lecitamente, ma anche per nascondere il bottino di delitti. La Svizzera non può più nasconderli nei caveau delle banche: ha firmato accordi internazionali sulla trasparenza per uscire dalla black list dei paradisi fiscali. Ora” – continua – “chiede ai correntisti delle banche di mettersi in regola con i loro stati, se no chiude i conti. E gli stati han subito fatto accordi con la Svizzera per far rientrare quei capitali: “voluntary disclosure”, svelamento volontario. Tutta Europa ha quel reato. Tranne l’Italia“. Travaglio prosegue: “Un mese fa, dopo un anno di discussioni alla Camera, sembrava fatta. La legge era pronta. Ci aveva lavorato anche il pm Francesco Greco. E Padoan aveva l’acquolina in bocca. Ma Ncd, FI e mezzo Pd si sono spaventati, e gli avvocati pure: per loro la parola autoriciclaggio è come l’aglio per i vampiri. Niente paura, è intervenuto Renzi: la legge non va bene, la riscriviamo da zero. E da chi l’ha fatta riscrivere? Dalla Boschi e dal suo nuovo tutor: Ghedini (forse Verdini era impegnato nei suoi vari processi). E’ il patto del Nazareno: le riforme si scrivono con Berlusconi. E quando una riesce bene, il governo ci fa subito un bel buco per sgonfiarla“. E spiega i limiti della nuova norma: “Non c’è autoriciclaggio se i soldi li hai fatti con un reato punito sotto i 5 anni. Così restano fuori truffa, appropriazione indebita, evasione fiscale: quelli tipici dei colletti bianchi. Ma così la legge è inutile. Preso col sorcio in bocca, il governo ha cambiato il testo: non importa il reato di partenza, se ricicli il bottino è sempre autoriciclaggio. Ma sulla toppa han subito praticato un altro bel forellino: se i soldi vengono da reati finanziari, la pena dell’autoriciclaggio è più bassa,la prescrizione più corta, e niente manette né intercettazioni. Così è difficilissimo scoprirlo e punirlo”. E aggiunge: “Han fatto un buco più grosso: l’autoriciclaggio non è punibile quando il denaro, i beni o altre utilità – udite udite – vengono destinati all’utilizzazione o al godimento personale. Di fronte al godimento, lo Stato si arrende. Chi siamo noi per impedire ai ladri di godere? Godete pure come ricci. Purché lo facciate personalmente. E’ un inno all’onanismo: nasce la pippa finanziaria