Il sindaco di Napoli sospeso Luigi de Magistris commenta le motivazioni dei giudici del Tribunale di Roma depositate oggi: “Non ci sono prove che io fossi consapevole che le utenze erano riconducibili ai parlamentari. Forse qualcuno pensava che io da Pubblico ministero fossi o mago Merlino, o Silvan”. De Magistris trova anche lo spirito per scherzare sulla vicenda: “Le mie consuetudini telefoniche sono ben altre, non conosco a memoria il numero di Mastella e francamente – ha concluso – non ricordo nemmeno il mio”  di Fabio Capasso