“Renzi la dimentica, ma il popolo ha ancora bisogno di sinistra”. Lo spiegano con chiarezza gli organizzatori de La Notte Rossa: seconda edizione, dal 3 al 5 ottobre 2014 presso le 24 Case del Popolo di Bologna e provincia. Un’edizione che si fa subito di respiro nazionale coinvolgendo altre 250 Case del Popolo sparse tra Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana e Marche: appuntamenti culturali, presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e la voglia di (ri)tornare a confrontarsi fisicamente sui temi del presente in luoghi concreti come le antiche ma pur sempre funzionanti e ristrutturate Case del Popolo.

“Dall’attuale difficoltà del mondo e di crisi economica si esce solo a sinistra”, spiega Mauro Roda, presidente della Fondazione che dal 2006 ha salvato il patrimonio immobiliare dell’ex Pci-Pds-Ds e ora lo dà in affitto al Pd a prezzo ‘politico’, “il mondo del lavoro è sofferente e viene sempre sacrificato, mentre l’unico soggetto che continua a macinare quattrini è la grande finanza. Certo non ci formalizziamo, le parole si trasformano o cambiano, noi stiamo alla sostanza: il popolo ha qualcosa da dire e deve rimpossessarsi del proprio futuro”. Se ne parlerà di certo di crisi e di rilancio dell’economia mondiale nelle tre serate che almeno sul territorio bolognese si dipaneranno, tra le altre, nella multifunzionale casa del Popolo Corazza nel quartiere San Donato; alla Nerio Nannetti del quartiere Reno dove verrà ricordato il presidente Anpi William Michelini e nella storico immobile di via Barberia a Bologna – sede del Partito Comunista Italiano dal 1946 al ’96 quando venne ceduta al Dams- dove verrà presentato il libro di Maurizio Garuti “Via Barberia 4”; alla Casa del Popolo di Caselle a Crevalcore dove un altro libro, “Dispacci da Crevalcore” di Florio Cavani, diventa spunto da cui Roda trae una sorta di epigrafe all’edizione 2014: “Il passato non è polvere, ma solo una forma diversa del nostro presente e del nostro futuro”. “Vogliamo lavorare nel costruire un ponte verso il popolo della rete”, spiega una degli organizzatori, la docente universitaria Giuseppina Muzzarelli. “La virtualità da sola ha impoverito la società”, aggiunge Roda, “la malattia principale del nostro secolo è la solitudine”.

Non a caso l’edizione 2014 si arricchisce della partnership del mondo dell’associazionismo – Unicef, Libera e Cefa – e promuove un’iniziativa importante: la “mensa Popolare” che da metà ottobre sarà attiva proprio nella Casa del Popolo di via del Battiferro a Bologna, 50 posti per pranzo e cena, ad uso esclusivo dei meno abbienti, gestito dai volontari dell’associazione CiviBo. Un patrimonio, quello di Fondazione Duemila, di oltre 13 milioni di euro ripartito tra 150 immobili che però tra alte spese di gestione e affitti quasi simbolici non trae mai profitti altissimi e finisce ogni anno praticamente in pareggio: “Il valore delle Case del Popolo sta nel loro uso”, continua Roda, “un uso che credo debba diventare permanente. Durante l’anno il 50% viene affittato dal Partito democratico ad un prezzo ‘politico’ e l’altro 50% viene dato al mondo dell’associazionismo. Non a caso discuteremo nell’incontro pubblico “Dal Cohousing al coworking” (il 3 alle 14.30 al circolo Passpartout di Bologna ndr) su come condividere gli spazi per risparmiare ed avere più sinergie”.

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